1. La vita in un piccolo paese - 14


    Data: 03/08/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: gioviaf

    La signorina Ross indossava un leggero vestito estivo fortemente scollato e corto, quando aprì la porta del proprio appartamento e fece entrare Yvonne. “Voi siete la prima e sono molto contenta, mi chiedevo se sareste venuta perché il mio invito faceva prevedere un incontro un po’ troppo inusuale”. “Non avevate nulla da temere. Dopo che ve ne siete andata non ho fatto altro che pensare a questa serata, a immaginarmi come sarebbe stata, gradevole e compassata”. “Compassata? Come potete pensare a questo. Ho fretta di conoscere la gioia suprema con voi e il Vicario insieme”. Le due donne si sedettero fianco a fianco ed Yvonne prese le labbra della sua nuova amica dandole la sua lingua con passione. Poi, staccandosi si guardarono negli occhi. Di nuovo le loro bocche si presero e si baciarono abbracciate schiacciandosi i seni.
    
    L’istitutrice sospirò “Oh come vi amo. Che bacio voluttuoso, il gioco della vostra lingua, la mia, vorrei essere nuda per offrirmi a voi e inventare i gesti della lussuria femminile”. Con precauzione Yvonne andò sotto i vestiti della sua cliente divenuta amica, accarezzò le cosce di cui sentiva la leggera peluria. La signorina Ross le posò la testa sopra una spalla offrendo la parte interna delle sue cosce ai palpeggiamenti.
    
    Yvonne fremette di piacere quando si rese conto che non trovò le mutandine e le toccò il tosone intimo. Le piaceva che l’istitutrice fosse così pelosa. Con le dita scostò i peli, percorse le labbra dal basso verso l’alto e ...
    ... finalmente trovò il clitoride particolarmente sviluppato.
    
    “Com’è bello andare sotto i vostri vestiti, toccarvi, mi piace sentire tutta questa carne sotto la mia mano. Ora so che posso amarvi”. La signorina Ross sospirò, il che le faceva gonfiare il seno già abbondante, “Diamoci del tu. Tu puoi farmi tutto, accetto tutto, desidero tutto e godere. Oh! Godere. Senti mia cara come la mia fica è bagnata, è delizioso sborrare così. Io desidero i giochi libertini con un’amica. Ti prendo anch’io”.
    
    Con gli occhi negli occhi si tennero il sesso nelle mani a coppa, si divertirono a sfiorarsi con le dita, a toccarsi con gentilezza il pistillo eretto. Poi le loro mani risalirono alla superficie, entrambe si presero i seni in preda allo stesso desiderio. L‘istitutrice aveva fretta di soddisfare la sua voglia, “Spogliamoci che possiamo vedere le nostre nudità. Ti presterò uno dei miei accappatoi, li lasceremo aperti e ciò sarà impudico ed eccitante”. Fu lei a spogliare Yvonne. Poi si passò il vestito sopra la testa ed apparve unicamente vestita dell’ultimo reggiseno che aveva acquistato. Ogni coppa aveva un buco attraverso il quale passava tutto il capezzolo arrogante e duro.
    
    Yvonne si abbassò, baciò e succhio i capezzoli uno dopo l’altro. Mancò poco che la signorina Ross svenisse sotto quella carezza. Tese il ventre. I loro pubi si toccarono. Insieme allargarono le cosce, piegarono un po’ le gambe, le ginocchia in fuori per meglio accostare le loro carni brucianti. In quel momento venne ...
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