1. La storia di Anna (CAP X)


    Data: 05/08/2020, Categorie: Etero Autore: Pensionato

    LA STORIA DI ANNA (CAP X) Quella sera avevo voglia di una donna, non ne potevo più di segarmi ripensando ai racconti di Anna e quindi invece di andare a casa mi recai lungo il viale dove si vendevano donne di tutti i tipi; scelsi una giovane bionda, si avvicinò al finestrino aperto “ Ciao venti bocca, trenta culo, quaranta figa” e “ tutte e tre?” chiesi. Non capì la mia richiesta, era di chiare origini baltiche, avrà avuto poco più di vent'anni; provai per lei una gran pena, ma i miei bisogni erano troppo impellenti e la feci salire. “Vieni a casa mia?” le chiesi, ma lei scosse risolutamente la testa; “Solo macchina”. Accostai in un posto isolato e le diedi cinquanta euro “ Dai comincia con la bocca”. Il rapporto fu molto impersonale, si vedeva lontano un miglio che non partecipava; glielo sfilai dalla bocca e nonostante le sue proteste abbassai lo schienale le tolsi le mutandine e la scopai, con violenza, nonostante i suoi “piano, please”. Venni come un fiume in piena, ma era chiaro che stavo pensando ad Anna. Le allungai altri cinquanta euro e la riportai lungo il viale. Tornai a casa ma ero insoddisfatto, feci una doccia e mi infilai a letto sognando di trovarci Anna. Illuso !!! Attesi per giorni una sua telefonata ed infine mi decisi a chiamarla io:”oh finalmente, disse, quando mi riconobbe, pensavo che ti fossi stufato dei miei racconti....” “No è che ho avuto da fare, mentii spudoratamente, ma ora sono libero e ti aspetto a casa; non ho voglia di uscire, sono un poco ...
    ... stanco”. Sembrò non prendersela per questa variante: “Ce l'hai l'amarone?” “Ti pare che a casa mia possa mancare? Non devi portare nulla, mi basti te...” e lasciai la frase in sospeso; aveva colto il sottinteso? Dopo pochi minuti sentii suonare e nonostante mi fossi imposto la calma, il cuore mi balzò in gola e corsi verso la porta, aprii il portone e mi trovai davanti Anna con un malizioso sorriso: aveva i capelli raccolti in una coda che metteva in risalto il suo collo lungo e bianchissimo, appena un filo di trucco per il suo ovale perfetto e due labbra carnose evidenziate da un rossetto rosso amaranto, assolutamente non volgare. La maglietta stretta metteva in risalto il seno alto e sodo ed attraverso la stoffa si indovinavano i capezzoli, un paio di pantacollant bianchi le fasciavano i fianchi e le cosce tornite e ai piedi due semplici ballerine. Si alzò in punta dei piedi e mi sfiorò le labbra con bacio. Si accomodò sul divano mettendo i piedi sotto di sé come una ragazzina, ma con quel fisico se lo poteva permettere. Versai il vino e sollevai il bicchiere “A noi, che la nostra amicizia non conosca fine ….(amicizia, vaff....)!!!”. Bevemmo e mi apprestai a sentire il seguito del racconto interrotto diversi giorni prima: “Dove eravamo?”, chiosò Anna con un sorrisino ironico, ( ma quanto mi piaceva quando sorrideva così): Ci caddi come un salame “ Giovanni ti stava portando fuori dalla trattoria dei …..” mi interruppi accorgendomi di aver fatto una gaffe ed Anna:”Però sei ...
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