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Erasmus memories: leonardo 2
Data: 06/08/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: kingSAZ
... venoso. Incorniciato da peli biondi e ricci. Ma le palle mi colpiscono, enormi sotto il cazzo, scure. Ci tuffo la testa, ne prendo in bocca una, poi l'altra. Lui gode da matti e si contorce con la schiena, finché finalmente, una sua mano mi cinge la nuca e mi porta a ingoiargli le palle. Poi mi tira i capelli, e mi porta con la bocca in direzione di quella cappella viola e larga che desideravo da mesi. "Ora me lo succhi, troia" e con un colpo di reni mi fa risalire quel palo lungo la gola e lo lascia dentro, facendo dei piccoli movimenti affinché io mi abitui a respirare. Poi inizia a fottermi la gola gemendo di piacere. Ogni tanto lo sfila tutto e me lo pianta tutto di nuovo dentro. Pensa solo a godere ormai, sono un oggetto, e mi piace. Un'ultima volta lo sfila, e non me lo ridà. Lo guardo sorpreso. Mi dice: "Lo volevi il mio cazzone? Ti avevo detto di no. Ora che sto così ti devo spaccare il culo." E con la forza del suo metro e novanta mi gira, mi scopre il culo, si sputa sul cazzo e con la cappella inizia a percorrere il solco. In quella posizione a cucchiaio non siamo comodissimi, il mio buco non è in posizione da allargamento e poi è tanto che non lo prendo. Gli dico di farmi spostare, magari mettermi a pecora così mi scopa meglio. Mi tappa la bocca con una mano, e la cappella trova il mio buchino e mi infilza in un solo colpo. Sento un dolore allucinante. Mi sussurra all'orecchio: "Zitta, zitta, te l'avevo ...
... detto che ti rompevo il culo". E inizia a scoparmi come un matto, tutta la rabbia che aveva per la lite con la ragazza la sta sfogando nel mio povero culo che ormai è spaccato. Il dolore tarda ad andarsene, ma mi rilasso e entra sempre meglio. Finché non me lo sfila, si mette in piedi, mi gira sulla schiena, piedi sulle spalle e mi scopa dall'alto. Così lo posso guardare nei suoi occhi, Tutta la tristezza è svanita, c'è solo la passione e una punta d'odio. Mi dice che mi vuole suo, che sono bellissimo, che sono una troia da spaccare in quattro pezzi, come si dice a Roma "da aprire come un'albicocca". In questa posizione il suo cazzo ormai scorre nel cratere che si è creato senza problemi. Sento le sue palle sbattere sulle mie, quelle enormi palle scure. Le sento sbattere sempre più forti, io al sol pensiero mi sego un istante e inizio a schizzare. Tre fiotti mi ricoprono la pancia. Lui a quella visione intensifica i colpi, lo estrae e con una mano mi prende la testa: "Bevi tutto piccola". E io apro la bocca, mentre dalla cappella partono i 4-5 schizzi densi che mi riempiono le fauci. Mando giù tutto, ripulisco il cazzo e mi alzo dal letto perché la mia sborra non gli sporchi le lenzuola. Lui si sdraia, mi guarda sorridente e mi dice: "Grazie! Ora posso dormire felice" "Prego Leonardo" gli dico, e rimessomi le mutande esco dalla sua stanza diretto al primo bagno a ripulirmi. Diretto verso un'altra avventura Erasmus..