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Temporale estivo
Data: 07/08/2020, Categorie: Etero Autore: suve
Finalmente è arrivata l�estate.Lo dico tra me e me con ironia rientrando a casa sotto la pioggia, il classico temporale estivo, di quelli che viene giù a secchi e a vento, quelli che non vedi a pochi metri da te e che l�unica è aspettare che smetta.Ero al bar quando ha iniziato a piovere e, purtroppo, non potevo aspettare. Così ho chiesto un ombrello in prestito al gestore mio amico e ora cammino veloce, le scarpe da ginnastica già zuppe, praticamente solo testa e spalle sono completamente asciutti.Cerco di camminare rasente al muro mentre la pioggia si infittisce e la luce del giorno scema sino a farsi crepuscolare. Inutile, il vento me la spinge addosso e non vedo l�ora di buttarmi sotto una doccia bollente per togliermi questa sensazione di dosso.- Scusami, non ti avevo visto �Lo dico istintivamente girando l�angolo in velocità e sbattendo contro una ragazza che cerca di ripararsi sotto la tenda minuscola di un negozio.- Ciao Gloria, fregata anche te dal tempo eh? �E� una ragazza che conosco appena, giusto per gli incontri sporadici in ascensore e nelle riunioni di condominio dopo che, un paio di anni fa, si è trasferita col marito nel mio stesso palazzo.Ha la mia età, non ha figli, lavora dall�altra parte della città. Stop, la mia conoscenza si esaurisce qui. Bella ragazza devo dire, riservata ma non scorbutica. Sta lì tenendosi le braccia infreddolite.- Ciao Mario. Senti, me lo daresti un passaggio fino a casa? Sono uscita senza ombrello e devo ...
... rientrare a preparare la cena a Gianni �- Senz�altro, ma guarda che piccolino com�è non servirà a molto, guarda me come sono ridotto. Forse è meglio aspettare che smetta. �- No no, sono già in ritardo, se anche mi bagno un po� non fa niente, meglio di inzupparmi sarà senz�altro �Così ci incamminiamo fianco a fianco. Lei mi prende sotto braccio e cerchiamo di stringerci sotto i pochi centimetri quadrati della tela. Camminando, ora più lentamente per adeguarmi al suo passo più corto, faccio in modo che sia tra me e il muro degli edifici e di coprirla il più possibile. Per me significa bagnarmi nella parte sinistra ma tanto è per poche centinaia di metri.A un incrocio con una via trasversale il disastro. Una folata di vento improvvisa rovescia e rompe l�ombrello rendendolo inutilizzabile. Restiamo sotto la pioggia battente, nella strada quasi deserta, per pochi secondi, il tempo di attraversare correndo e rifugiarci nell�androne di un palazzo. Pochi secondi sufficienti a infradiciarci da capo a piedi, ce ne rendiamo conto una volta al coperto.Il portone è grande, avete presente quei palazzi di una volta dalla porta immensa, una specie di alta galleria che porta alle scale e l�immancabile sportello della portineria ora abbandonato?Ci inoltriamo un poco dentro per evitare che il vento ci bagni ancora e ci guardiamo.Io ho pantaloncini e camicia zuppi, da poterli strizzare, a malapena ho salvato la tracolla con cellulare, portafoglio e ammenicoli vari che per fortuna ...