-
La figa dai 1000 tentacoli
Data: 08/08/2020, Categorie: Prime Esperienze Autore: NENE_MALO
... il punto “L” e le zone anali. Quando vidi la mia amica, spompinare il minuscolo pene dell’ alieno che aveva ormai raggiunto la lunghezza di 3 centimetri, non riuscii più a trattenermi, ed ebbi una fortissima eiaculazione. L’ aliena, colpita dal getto, arretrò spaventata e rivolgendosi all’ amico: «C’ è stata una perdita di H2O! Mi spiace… ho fatto il possibile, ma più lungo di così non diventa». Ed io, sapendo che difficilmente avrebbero potuto capire i nostri modi di dire: «Brutta zoccola! Vabbé che c’ hai la figa più larga di una vacca; ma questo non ti da il diritto di sminuire il mio arnese. E poi… non so se hai notato i cazzetti dei tuoi uomini; se si sono allungati di pochi centimetri è solo merito della mia amica. Ah… tanto per intenderci: Quello che ti ho schizzato in faccia non è acqua; ma sperma di prima qualità. Avrai anche una figa chilometrica, ma a letto vali poco più di una…» Vedendo che la discussione si stava protraendo oltre, Il maschio disse: «Va bene! Ora vogliamo vedere l’ accoppiamento nella fase risolutiva e poi vi lasceremo andare». La ragazza, scavalcò nuovamente il lettino e senza ulteriori preliminari si fece immediatamente penetrare. Si muoveva su e giù come una giovane puledrina in calore, e dopo non molto cominciò ad emettere i primi gridi di piacere. L’ alieno, spaventato dai gemiti, si rivolse all’ atro: «La ragazza è arrabbiata. Forse è meglio farli smettere». A quel punto… la mia amica non riuscendo più a ...
... trattenersi dal ridere… fermò l’ amplesso asserragliandomi l’ uccello nella figa; poi avvicinandosi con le labbra, sfogò la risata nella mia bocca. Era eccitantissimo! Ad ogni minimo sogghigno, sentivo le contorsioni dei muscoli vaginali intorno al mio pene, e il suo alito riempirmi i polmoni di sensualità. Pian piano riprese a muoversi e a sussurrarmi dolcemente fra le labbra tutto ciò che le passava per la testa; finché stringendomi a se con tutta la forza che aveva: «Si… Sto venendo… Amore mio… Vieni anche tu… è bellissimo… si… adesso… non fermarti... ti amo». Fra il saldo movimento delle carni accese e i gemiti soffocati dalle bocche congiunte ci parve di amalgamarci l’ uno all’ altra in un amplesso che andava oltre ogni cognizione umana. Non saprei dire quanto durò l’ orgasmo; ma posso affermare che furono i momenti più intensi e significativi della mia vita. Come promesso, dopo l’ accoppiamento fummo subito liberati. La ragazza, buttandomi le braccia al collo, disse: «Certo che quando hai detto di non voler accoppiarti, mi hai fatto prendere uno di quegli spaventi che non ti dico. In quel momento ti avrei strozzato». Fra un bacio e l’ altro, le confessai il mio problema, ringraziandola di avermi guarito. Si! Grazie a lei non ebbi più bisogno di farmi pregare, poiché mi si rizzava al solo pensiero di rivivere quel dolce e violento piacere sessuale che avevo provato solo con lei. In seguito mi confidò che la sua spregiudicata disinibizione non era altro ...