1. Infermieri a domicilio


    Data: 12/08/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: Amreck

    ... mezzo pieno. Sento il pene che si sgonfia. Non posso trattenere altro liquido. Non so che capienza avesse quella pera, ma è mostruosa, e io non ce la faccio. Sento del liquido che si gorgoglia, da qualche parte. Stano riempiendo di nuovo la pera. Dopo un secondo, un’altra pressione sull’ano.
    
    - Ancora una volta, su. – dice Stephan - Un bel respiro profondo. Rilassati… così. – la cannula preme e poi entra. Il mio pene si è sgonfiato del tutto. Accidenti. Ancora un fiotto caldo. Mica male, però. Il disagio si attenua, e mi sento riempire. A questo punto, meglio non interrompere. Chiederò di andare in bagno poi.
    
    Dopo qualche minuto, la pera è vuota. Sento la cannula ritirarsi. Adesso mi giro e chiedo di andare in bagno…
    
    - Adesso ne facciamo un’altra. – Stephan mi guarda e sorride.
    
    COSA? Sono impazziti? Per chi mi hanno preso… per un’autocisterna? Mi sento già gonfio come un dirigibile.
    
    - Veramente, io vorrei andare in bagno, - cerco di protestare - e credo veramente di non farcela più!-
    
    - Ssshhhhh. – Stephan mi posa una mano sulla spalla e mi spinge giù dolcemente. Non dice altro, ma prende la pera, di nuovo piena, che gli porge Marc. Sento di nuovo la cannula sull’ano. Una pressione, e poi è dentro. Il flusso caldo mi invade. Mi rilasso. Tanto vale stare zitto. Sono infermieri, no?. Sapranno quello che stanno facendo…
    
    Non parlo più. Sento la cannula che si ritrae, poi una pausa. Non mi stupisco neanche un po’, quando sento di nuovo premere sull’ano.
    
    - ...
    ... Un’altra. – dice Marc. E così via. Perdo il conto. Non so più quante pere mi fanno, una dopo l’altra. Dieci, cento, un milione? Il pene adesso si è afflosciato completamente. Mi sento pieno, ma non provo dolore o disagio… solo la sensazione di essere al limite. Evidentemente mi sbaglio. Le pere continuano. Non so più da quanto tempo va avanti. I due infermieri sono chini su di me. Lavorano in silenzio. Di quando in quando sento la mano di Stephan sul pene. Tasta per un momento, poi sparisce. Probabilmente un controllo, per assicurarsi che non stia per venire. Bè… il pericolo è scongiurato. Per ora, almeno.
    
    Dopo un’eternità, la cosa è finita. Vedo Marc che ripone la pera. Poi succede qualcosa di strano.
    
    Stephan si china di nuovo su di me, e vedo che stringe una piccola bottiglia trasparente, con un lungo beccuccio. Vedo che si tratta di uno di quegli enteroclismi già pronti, che si comprano in farmacia. Stephan mi inserisce il beccuccio nell’ano, spiegando.
    
    - Si chiama proctoclyss. Ne facciamo un paio, così aiutiamo l’intestino a svuotarsi. Respira… - sta diventando un maledetto ritornello. Sento la bottiglia che si svuota. Poi Marc arriva con una seconda bottiglia. Stephan la prende, inserisce nuovamente il beccuccio e mi spara dentro anche quella. Non discuto neanche più. Dopotutto, me la sono andata a cercare, no?
    
    Finita la seconda bottiglietta, Stephan si toglie i guanti e mi posiziona una serie di cuscini e di asciugamani ripiegati intorno al corpo. Io sono ...
«12...456...12»