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Infermieri a domicilio
Data: 12/08/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: Amreck
... sempre sdraiato sul lato sinistro. - Credi di poter trattenere per qualche minuto? – annuisco – Ti ho messo cuscini e asciugamani intorno, in modo che il tuo corpo percepisca della materia, intorno a sé. E’ quello che facciamo per i pazienti cronici costretti a letto per lungo tempo. Ti lasciamo per qualche minuto, così i clisteri fanno effetto. Quando pensi di non farcela più, chiama, o.k.? – Annuisco di nuovo, e lui sorride. Poi lasciano la stanza entrambi e io rimango ad aspettare. Malgrado sia sdraiato in maniera per lo meno anomala, la posizione è stranamente comoda. I cuscini e gli asciugamani sono strategici, e mi rendo conto che potrei stare così per delle ore, senza provare alcun disagio.. Oh. Oh. Qualcosa si muove dentro il mio intestino. Sento gorgogliare, poi, di colpo, una pressione spaventosa. Comincio a sudare freddo. Il liquido vuole uscire. - Ehi. – chiamo – Ehi! - prima sottovoce – EHI! - poi a voce alta, quasi un grido – STEPHAN!! - La porta si apre. I due entrano e si mettono immediatamente al lavoro. Stephan toglie gli asciugamani, Marc gli porge qualcosa, che non riesco a vedere bene. - Devo andare in bagno, subito. – dico con affanno. – se mi fate alzare… - - Non devi affatto andare in bagno. Appoggiati. Bravo, così. – Stephan mi ha messo qualcosa di freddo e duro, sotto una natica. - Adesso girati… piano. Ecco. Sei a posto. Lasciati pure andare. - Mi rendo conto che sono di nuovo supino. Marc mi sta sistemando un cuscino sotto ...
... la testa. Sono piuttosto comodo, anche se sto per esplodere. Poi vedo che sotto il mio deretano è sistemata… una padella, di quelle cromate, da ospedale. COSA??!! Non posso, proprio non posso. Mi vergogno. I due sono nella stanza, e mi stanno guardando. Marc mi sta asciugando il sudore e Stephan si sta togliendo i guanti, e mi copre con la coperta. NON POSSO ANDARE DI CORPO CON DUE UOMINI CHE MI GUARDANO! E poi… la natura ha il sopravvento. Per fortuna, la coperta nasconde rumori molesti. Sento il Niagara che scroscia attraverso di me, dentro (mi auguro) la padella posizionata sotto le mie natiche. Stephan abbassa le coperte e mi massaggia l’addome, sussurrando parole di incoraggiamento. Allo stesso tempo, Marc mi sta massaggiando le spalle. Come è possibile tutto questo? Se qualcuno mi avesse detto stamattina che avrei dovuto liberarmi di fronte a due uomini avrei riso come un matto. Eppure, sembra tutto perfettamente naturale. Proprio questo, in realtà, è il punto. La sensazione di essere “paziente”, di essere nelle mani di due infermieri, risulta con prepotenza proprio in questo frangente, così intimo e privato. L’ultima barriera. L’ultimo rilasciarsi della sfera privata: l’essere costretto a fare i propri bisogni in pubblico. Non rimane molto altro, da scoprire. Nonostante la stranezza della cosa, mi sento confortato. Sento la presenza di gentilezza, nel tocco dei due. La presenza di rispetto, e la voglia di aiutare. Questo, in sintesi, è il compito di un infermiere. ...