1. Pausa caffè con il capo


    Data: 13/08/2020, Categorie: Etero Autore: marynella

    Oggi la giornata al lavoro è trascorsa lentamente e in modo noioso, peccato perché la giornata è iniziata splendidamente, con un bellicoso approccio sessuale da parte del mio focoso compagno. Appena sveglio mi ha preso per i capelli e mi ha tirato giù tra le sue muscolose cosce e mi ha costretto ad un succulento pompino coniugale, poi mi ha messo a quattro zampe, ancora assonnata, e mi ha letteralmente montata da dietro come un toro, sborrandomi nella passerina sfatta da una serie di colpi profondi e violenti. Mio dio che risveglio! Quello che ogni donna vorrebbe, tutti i giorni… Comunque, in mattinata ripensando a quel momento, mi sono bagnata oltremisura e ardevo dal desiderio di masturbarmi. Il corridoio era un continuo via vai di impiegati, ho chiuso la porta, mi sono rimessa alla scrivania e ho infilato la mano sinistra tra le cosce, dentro le mutandine umide, e ho iniziato a sgrillettarmi la clitoride in modo lento poi sempre più nervoso e veloce. Mi sentivo avvampare, le gambe mi tremavano e facevo finta di lavorare muovendo il mouse…non ho resistito, il dito dalla clitoride è entrato nella passerina, l’ho affondato dentro come un coltello caldo nel burro, ho aperto le labbra divaricando leggermente le gambe, mi sono masturbata così fino all’orgasmo, che è arrivato travolgente e irrefrenabile! Ho sudato, vibrato, mugolato in silenzio…se solo fosse entrato qualcuno…ero stravolta dal piacere. Ma non finiva qui. Dopo circa un’ora mi risaliva l’eccitazione…ho pensato al ...
    ... vibratore che ho nel cassetto, un bel cazzo in silicone da 15 cm. Lo porto sempre in viaggio o lo uso in bagno nei momenti come questi. Ma stavolta ero troppo eccitata, volevo un cazzo di un maschio reale e vero. Il mio capo, l’amministratore delegato! Lo chiamo con la scusa della pausa caffè, dalla voce capisce le mie intenzioni, mi convoca perentorio da Lui. Entro nel suo mega ufficio con due bicchierini di caffè in mano, chiudo la porta alle mie spalle, mi avvicino felina e minacciosa, ma Lui sa come prendermi. Appena arrivo accanto a Lui poggio i caffè sulla scrivania, mi da uno schiaffo violento e sonoro, a mano aperta “sei una troia, in ufficio devi pensare a lavorare, non a scopare…stronza!” il viso mi brucia, l’ego ancora di più, quando vuole sa essere meravigliosamente brutale! Mi afferra per i capelli e mi getta in ginocchio e con l’altra mano si sfila fuori dai pantaloni il suo meraviglioso uccello…senza farmi reagire, me lo infila in bocca e inizia a scoparmi oralmente. Il suo pisellone è buono, pulito, enorme pure da moscio, mi si ingrossa subito tra le labbra facendomi inorgoglire delle mie capacità di femmina…Lui mi guarda con il solito disprezzo, dall’alto in basso, come una troia da strada e non una delle sue migliori project-manager. Mi infila e sfila il cazzo dalla bocca con colpi di bacino sapienti, io lo succhio e lo lecco da brava schiava, diventa sempre più duro, nodoso, caldo. Mi alza, si distende sulla sua mega poltrona dirigenziale in pelle, tenendo ...
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