1. Giochi proibiti


    Data: 17/08/2020, Categorie: pissing, Autore: Cassandra

    ... le telefonò e le disse: “Stasera usciamo a cena. Poi andiamo da me. Voglio farti godere così tanto da farti pisciare! Addosso a me.” Sandra non credeva alle sue orecchie non aveva mai sentito parlare in vita sua di pissing. Prese a tremare chiedendosi se i suoi genitori potessero averlo giudicato a ragione un depravato. Poi accese il pc e si documentò. Scoprì un mondo fatto di giochi erotici con l’urina che non aveva mai innaffiato la sua fantasia di ragazza casa e chiesa. A Massimo non sapeva e non poteva dire di no. Avrebbe fatto quello che lui voleva, perché era questo che desiderava, lei. Passò a prenderla in auto si recarono in pizzeria. Parlarono di tutt’altro, lei non pose domande e l’argomento pissing non venne toccato. A cena, lui le consigliò di bere qualche birra ma non era né abituata, né in grado di opporsi. Certo che la sua proposta l’aveva spiazzata... Lei lo vedeva un uomo forte, tutto di un pezzo. Perché aveva espresso il desiderio di una pratica così degradante? Andarono a casa sua. Massimo la spogliò come faceva quasi sempre. Spesso lui si abbassava solo pantaloni e slip, ma stavolta si tolse tutti i vestiti. Poi la guidò sul letto e le disse di allargare le gambe, le sue labbra le sfiorarono il clitoride. La ragazza fu colta da un brivido di piacere. Lei farfugliò qualcosa ma le sue parole rimasero del tutto ignorate. Lui non interruppe la sua performance per spiegarle le sue intenzioni e continuò a coccolare il clitoride, baciandolo e leccandolo con ...
    ... movimenti circolari. Poi prese a succhiarlo. Sandra iniziò ad implorarlo, perché solo con la penetrazione quella dolce tortura avrebbe avuto fine. Quando Massimo decise che era giunto il momento di mettere a riposo la sua lingua, si staccò da lei e la costrinse a mettersi in piedi. Poi la sollevò e se la mise sulla spalla destra a pancia sotto. Sandra era bassina ed esile e pesava meno di cinquanta chili e la portò senza sforzi nel box doccia. Bagnata, rossa e calda di passione. All’interno del box doccia la penetrò con foga. In piedi,lei gli graffiava la schiena. Entrambi eccitatissimi vennero insieme. Fu allora che Massimo le chiese di urinare. “Ma non mi scappa” protestò lei. “Concentrati cazzo, hai bevuto tutta quella birra. Su, dai, anche qualche goccia…” Sandra si sforzò un poco per superare il senso di vergogna e alla fine riuscì a pisciargli addosso. L'urima le scese copiosa dalla figa per finire su tutto il corpo di Massimo. Lei non aveva mai urinato addosso ad una persona ma adesso vedeva e bene dagli altri liquidi che perdeva quanto potesse essere eccitante. Si lavarono. Lei insaponò la sua schiena, le sue parti intime e i suoi piedi. Lui fece lo stesso con lei. Dopo essersi risciacquati, si avvolsero negli accappatoi. “Perché hai voluto questo?” Gli chiese guardandolo negli occhi con affetto e forse riconoscenza per il mondo che lui le aveva fatto scoprire. “Non ti è piaciuto?” “Sì, molto.” “E io per questo l’ho voluto fare, perché sapevo che sarebbe piaciuto a me e a ...