-
nuovi orizzonti - parte 1: una ciliegia tira l'altra - 2
Data: 17/08/2020, Categorie: Etero Autore: SgtPepper
Capitolo 2 Dopo una notte passata a masturbarsi su proiezioni mentali che quella donna aveva suscitato in lui ma che lui non aveva ancora messo a fuoco, Massimo decise di non utilizzare troppe tattiche e le scrisse subito, pentendosi immediatamente dopo, mentre il messaggio doveva ancora arrivare. Troppe volte nella sua vita da marpione e farfallone aveva fatto sfumare belle occasioni per colpa di un eccesso di irruenza, per un po’ di frettolosità e anche per qualche accenno di banalità. "Ciao, come stai?" scrisse. Neanche 8 ore dopo l’ultimo commiato con la donna con cui si è appena avuto un appuntamento galante la regola primordiale era sempre stata che assolutamente alcun contatto debba avvenire. Poi si sarebbe potuto argomentare che con qualche tocco speciale e la giusta uscita, l’appassionamento reciproco non ne avrebbe dovuto risentire. Ma "Ciao come stai?" è un suicido telematico. Avrebbero potuto benissimo impostarlo come un codice remoto di whatsapp con cui si cancella il proprio numero sul cellulare del ricevente e si bloccano i contatti. Nessun corteggiatore, di qualunque genere e sessualità, aveva mai ricevuto risposta ad un ciao come stai?. E il senso di disperazione che Massimo sentì sculacciargli il fegato gli fece capire che a questa ragazza, in qualche modo, già ci teneva. Comunque era stato rapito da quel gesto lascivo e disponibile ma non privo di autorità e carattere. Poco prima di commettere l’errore di inviare un messaggio riparatorio, lei ...
... rispose e da lì la conversazione, tra chat, messaggi vocali, foto e qualche rapidissimo video, non si fermò più. Dal suo "Non so cosa mi sia preso ieri sera" si passò rapidamente a "Ancora vedo il tuo cazzo che mi punta" o a "la mia fica è un fiamme". Massimo fu sorpreso da quanto anche lei fosse prolissa nel descrivere la sua eccitazione e diretta nel disegnargli in testa immagini lussuriose. Come altre volte in precedenza, lui le esternò le sue passioni che erano sempre quelle di un porco dominante e instancabile che voleva accanto una femmina perennemente in calore a cui spesso proibire di indossare mutandine. L’aveva incastrata in un gioco perverso di lodi e insulti, di baci e morsi, di promesse e minacce, di carezze e sculaccioni, affondandola in un mondo dove premio e punizione si confondono. Nei piccanti ghirigori di lussuria che si ricamavano vicendevolmente sulla pelle e nell’animo, lei era quasi sempre una cagnetta educanda, una troietta allieva da erigere a Troia Suprema che, se fosse stata scoperta ad indossare mutandine, sarebbe stata duramente punita dalla prepotenza del cazzo del suo padrone, e se fosse stata scoperta senza, sarebbe stata ugualmente premiata per l’indecenza in modi ancora più prepotenti e squassanti. Negli orgasmi e nella libertà di goderli in ogni modo e seguendo qualunque fantasia sarebbe stato il suo premio. Flavia però, diversamente dalle altre, non aveva sempre e solo passivamente seguito le fantasie di Massimo e mostrò spesso e in ...