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nuovi orizzonti - parte 1: una ciliegia tira l'altra - 2
Data: 17/08/2020, Categorie: Etero Autore: SgtPepper
... frequenza crescente delle tendenze vendicatrici e altrettanto autoritarie che avevano acceso in lui un interruttore che non si sarebbe mai spento. E la corrente sessuale di perversione che ne scaturì fu fatta irrompere senza ritegno dentro le sue vene quella notte che avevano finalmente deciso di cominciare a smettere di parlare e fantasticare. Quella sera giunse alla fine di una lunga preparazione mentale e fisica, in cui lui, per volere di lei, aveva smesso di masturbarsi da giorni e lei, per volere di lui, si era masturbata molte volte al giorno, spesso in luoghi davvero inconvenienti. Lei si presentò all’orario stabilito e quando lui aprì la porta, constatò piacevolmente che lei aveva seguito le istruzioni a menadito. Flavia rimase lì, sul pianerottolo di un palazzo sconosciuto e con le sue porte e altrettanti spioncini e scale e finestre sul cortile centrale che la spiavano. I seni enormi e spudoratamente scoperti prima che la porta si aprisse, come quel primo incontro che aveva fatto nascere quel tormento che l’aveva convinta a prostrarsi e fottersene di ogni moralismo e pregiudizio. Gli stessi moralismi e pregiudizi che ora le avevano fatto alzare la gonna fino alla vita per mostrare al suo carnefice che non stava indossando mutandine. Sentì la fica infiammarsi ancora di più di quanto già non lo fosse, come se l'aria nuda portasse tra le sue gambe lo sguardo di mille occhi e lo schiaffo di mille mani. Dal giorno in cui fissarono l’appuntamento, la fica non le ...
... aveva dato pace e quel giorno l’estetista fece anche delle battute sul punto. Rossa e madida si affamava al vento e sotto gli sguardi di Massimo e, magari, anche di qualche vicino. Lui la fece entrare e senza chiudere la porta la schiacciò contro il muro e fece per metterle una mano tra le gambe senza neanche baciarla ma lei lo fermò secca impugnando il suo polso e ghiacciandolo con uno sguardo. “Aspetta” disse sicura, contravvenendo a tutto ciò che fino al momento prima era stato detto. Massimo non seppe né in che modo né in quanto tempo, ma si trovò improvvisamente catapultato nella situazione opposta al solito, in cui dopo essere stato affamato gli veniva offerta non completa e immediata soddisfazione, ma altra fame. Flavia, nuda tra le sottili trame della sua lingerie incredibilmente erotica, danzava nel salone con aria superba e lente movenze. Lui era a terra, nudo solo dalla vita in giù, in adorazione muta e onirica ma irrimediabilmente turgida. Lei si era elevata a Regina con un colpo di stato fatto di profumi inebrianti e proibizione promettente. Lui era caduto nella avvinghiante disperazione di un Re destituito dal suo trono e ridotto a supplice oggetto della sua avversaria. Da quel bacio nel vicolo lui non aveva avuto altro. Non si erano più incontrati e ora, nella sua casa, dove si aspettava di averla già montata e rimontata più volte, Massimo si trovava sottomesso ad una perversione appena sbocciata e dunque indomabilmente spietata, in cui Flavia lo teneva a ...