1. Pagine di diario di una coppia amorale.


    Data: 18/08/2020, Categorie: Etero Autore: Tibet

    ... a raggiungere la sua fica... sposto lo slippino e la tocco. è bella... cazzo se è bella! Le labbra gonfie e piene, è umida. E' calda. Passo le dita ripetutamente per tutto lo spacco e la penetro... e mi ci bagno le dita. Cerco il suo clito... una bella canocchia inturgidita e la strofino a modo. La faccio godere così. A lungo. Mentre lei mi ricambia stringendomi forte il cazzo duro da sopra i pantaloni. Subito dopo ho un attacco tardivo di ragionevolezza e nei giorni successivi la evito. Una sera mi si attacca come una piovra... baci e carezze... toccatine, le metto persino il cazzo in mano, siamo nel corridoio di casa... le alzo una gamba... lo appoggio... ma ci manca il modo e il tempo materiale per concludere e tutto svanisce. Forse era vergine... non lo so con certezza, forse si... forse no, so che se lo era... poco dopo fu un musicista con i capelli tipo rasta a cogliere senz'altro il fiore. A lei do un racconto altrettanto esplicito. E inizia il gioco. Devo trattenerla a forza da quanto è presa. Ogni attimo è buono per lei per farsi palpare e baciare. Tanto che diventa imprudente e devo riprenderla bruscamente più volte. Rischia di farci scoprire, specialmente dalla madre che è molto vigile. Ora il problema è trovare il modo. Con G. vivo un momento di estrema eccitazione. Libidine assoluta. Oltre alla vicenda che viviamo, lei sa come infiammarmi, sa quanto godo nel sentirla raccontare dei suoi uomini. E quanto gode lei a raccontarmi, sottolineando i momenti più caldi ...
    ... e trasgressivi. E' proprio vero che siamo simili. E che la nostra gelosia è anomala... esiste ma esce dagli schemi convenzionali. G. organizza. Crea l'occasione. Io la invento. Promuove una serata all'arena di Verona a vedere la Aida di Verdi. Per tutti loro. Io già mi autoescludo in partenza, non mi vanno gli spettacoli operistici... dico, veramente ho in testa quello che può succedere e G. è d'accordo. E poi già l'ho vista e rivista la Aida, la prima volta che avevo l'età di S. e andavo con una delle coriste. Mi fermo a casa per scrivere. Loro devono pernottare a casa di G. in città e ritornare il giorno successivo. E qui l'occasione, dico a S. di simulare un malessere appena prima della partenza. Veramente la madre la guarda con apprensione... o sospetto? Vorrebbe addirittura restare, ma le insistenze del marito e di G. la convincono a partire. Siamo noi ora. Lei e io. Lei che potrebbe essermi comodamente figlia. Cazzo...! Maledetta la libidine! I suoi capezzoli! Due brune more. I baci. I morsi... prima leggeri per poi diventare sempre più feroci. Fino a farla gemere dal dolore. Per poi succhiarli fra le labbra, darle tregua dal dolore e poi morderla ancora... forte. Il seno... due coppe guarnite da larghe areole. Da baciare. Da leccare. Passare la lingua sulla piega che fanno i globi appoggiandosi allo sterno. Proseguire con la lingua lungo lo stomaco e il ventre, cercare di violare il suo ombelico. è spoglia sull'inguine. Le labbra esterne grosse e gonfie. Colorate. Un ...
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