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Pagine di diario di una coppia amorale.
Data: 18/08/2020, Categorie: Etero Autore: Tibet
... dovrei. Lo so che non dovrei. Per prima T., la madre... e non è difficile. Le lascio un racconto... spinto, esplicito, scelto volutamente. Per essere sincero spero che me lo butti schifata in faccia. Magari solo per rispetto delle convenienze o rispetto verso il marito. Non succede... lo legge e dice lei che vuole parlarne, per commentarlo... per amore di critica. Solo che siamo soli. Per ore. G. ha convenientemente dirottato il marito e figlia conducendoli fuori per una gita. E tanto per non lasciarmi dubbi viene per commentare il racconto con una tunica con mezze tette fuori e senza niente sotto. E tempo cinque minuti ha il mio cazzo in mano. Cristo...! E quanto smania quando gode! Sembra davvero che svenga o qualcosa del genere. Sicuro le faccio provare cose che il suo uomo non le ha mai fatto. Mentre le sto leccando il clitoride e con le dita la penetro forte ha un accenno di squirting, si bagna tutta con un piccolo getto e se ne vergogna. Non le hanno mai leccato il culo per esempio. Ma presto si convince a lasciarselo fare. Voglio scoparla nel suo letto. Nel letto suo e di suo marito. Nel letto del mio amico. Voglio portarti al livello delle protagoniste dei miei racconti le dico...” voglio che sei puttana...” e lo diventa. Completamente. Tanto che senza problemi arriva leccarmi il culo anche lei... io a carponi... lei dietro che va di lingua e con la mano fra le mie gambe mi mena il cazzo. Poi le solite lacrime di coccodrillo... sempre le stesse. Non deve succedere ...
... più... dice... ma sappiamo sia lei che io che succederà ancora e che sarà lei a cercarmi. Al suo rientro racconto tutto a G., vuole tutti i particolari, questo la eccita così tanto che a fatica riesco a tenerle testa. Più che con il cazzo devo rifugiarmi a lavori di bocca... prolungati e far ricorso ai suoi giocattoli. Nella fattispecie un grosso cazzo di lattice che la riempie completamente in fica e uno più piccolo infilato nel suo culo. Quello grosso lo spingo violentemente a fondo con forza fino a farla venire e venire ancora... da farla urlare. Mi dice... ora voglio la ragazza. Ora. Devi farti la figlia. La ragazza S. ci aveva provato con me. Una attrazione l'aveva sempre manifestata, ma era cosa da bambina, le voglio bene, l'ho vista crescere, ricordo quando da piccolina dormiva con me. Innocentemente. Poi ai suoi 18 anni ci si era impegnata di brutto. Allora non stavo con G., stavo con una altra donna, la quale a differenza di G. non gradiva i diversivi. C'era una brutta aria fra loro. Carica di tensione. Battute feroci fra le due. E disagio generale. Lei... la ragazza cercava sempre il contatto. Sulla panca ad angolo della loro casa d'estate mi sedeva vicino e dopo con noncuranza appoggiava i suoi piedi sulle mie cosce. Arrivando fino a strofinarli proprio sul mio sesso. E qualcosa succede. Una sera durante una trasmissione televisiva, nella penombra della stube, passo ad accarezzarle la coscia per poi raggiungere il suo inguine... ha un paio di short e riesco facilmente ...