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Desiderio realizzato
Data: 18/08/2020, Categorie: Etero Autore: 1948
... con curiosità perché la chiacchierata si allungava non poco, tanto che finimmo di cenare e lei sparecchiò la tavola.Aspettavo che mi chiedesse di Monica.“Te la passo” risposi, sorprendendo la mia compagna che con una finta smorfia di fastidio afferrò il telefonino. Si salutarono e cominciarono a parlare; più di una volta la vidi arrossire e anche restare in silenzio voltandosi per non farsi vedere da me.La curiosità di sapere cosa si dicessero era grande ed aumentava con il passare dei minuti. Ero sicuro che non stavano parlando di tramonti sul mare!.Più di una volta Monica si allontanò da me per non farmi sentire quello che Renato le diceva, sembrava dare delle risposte a delle domande fatte da lui mentre lei andava avanti e indietro tra la cucina e il salone.Parlarono per circa 15 minuti e quando capii che si stavano salutando feci segno di non passarmelo.Quando Monica terminò la telefonata le feci notare il colorito acceso sulle sue guance. Attendevo che Monica mi dicesse gli argomenti della conversazione ma cosi non fu; allora li chiesi io ma lei mi dava risposte vaghe.Nel frattempo mi era venuta voglia di scoparla. Aspettai che Monica si avvicinasse al tavolo e in un attimo la presi in braccio facendola sedere sul tavolo, le tolsi i pantaloni ed anche io mi sbottonai i pantaloni. Stranamente Monica fece un po’ di resistenza dicendomi di aspettare e che avremmo scopato più tardi comodamente a letto ma io la volevo in quel momento.Giocai un po’ con lei stuzzicandola, ...
... toccandole le tette, cercando di toccarle i capezzoli, baciandola e passando le mani tra le gambe mentre lei si dava da fare a respingere le mie avance fintamente; la sua voglia era visibile ed aumentava man mano che giocavo con lei.il motivo della sua resistenza lo capii quando riuscii a infilarle una mano in mezzo tra le gambe. Ci guardammo per un attimo negli occhi e per tacito consenso non c’era bisogno che mi spiegasse perché fosse cosi bagnata: la figa era un lago.Le abbassai i pants che portava in casa. Sotto era nuda.Presi il mio uccello in mano e lo diressi verso la sua figa, nel guardarla negli occhi entrai piano e così cominciai a scoparla con dolcezza.Mi avvicinai al suo viso e ci baciammo. Poi le chiesi “cosa ti ha detto Renato di cosi eccitante per farti bagnare in questo modo?”Non mi rispose ed allora dovetti ripeterle la domanda, poi: “mi ha ricordato quello che abbiamo fatto e cosa mi farebbe ancora se ci fosse un’altra occasione”Sul momento risposi “e tu vorresti che ci fosse un’altra occasione?”In un attimo capii che si era fatta chiavare da Renato ed io non ne sapevo niente.Ma non c’era bisogno che mi rispondesse. Avvertivo le contrazioni della sua figa e ne dedussi che stava per venire.Il ritmo dei miei colpi cominciò ad aumentare di intensità, affondavo sempre più in profondità il mio cazzo e lei con un sorrisetto mi affondò le unghie delle mani dietro la schiena graffiandomi.“Sei una troia” le dissi e lei con una voce rotta dal godimento mi rispose “Si è ...