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La parrocchia
Data: 19/08/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: beggin
... figli. I membri dell'assemblea si erano avvicinati, dico membri perché gli uomini avevano estratto i loro e si masturbavano o erano masturbati dalle loro donne. Don Gabriele rimase per lunghi secondi in contemplazione della mia passera, che pulsando chiedeva la grazia di essere penetrata dal suo fallo eretto. Me ne stavo a gambe aperte mostrando a tutti la mia fica vogliosa, avrei voluto essere chiavata da tutti quei cazzi eretti, quelle cappelle turgide che a loro volta si eccitavano davanti alla mia passera spalancata. Il parroco accostò il suo cazzone alle mie piccole labbra spalancate e dolcemente, lentamente premette il suo membro ed entrò nel mio canale vaginale. L'assemblea tacque, solo i nostri ansimi rompevano il silenzio e riempivano di lussuria la sala parrocchiale. Don Gabriele si chinò su di me, tanto che ci abbracciammo e ci baciammo aspramente e dolcemente insieme, poi mi sollevò, sempre col suo cazzone nella mia passera, mi tenne ben stratta a se, spingendo il mio bacino contro il suo pene durissimo, si girò su se stesso mostrando a tutti il nostro coito. Sentii qualcosa muoversi dal più profondo del mio ventre, un sommovimento, un piacere che toglieva il respiro, che faceva muovere e contrarre il mio basso ventre, iniziai ad ansimare violentemente e a contrarmi in maniera spasmodica: l'orgasmo mi stava prendendo. "Questo è lo spirito che ti penetra" mi sussurrò ansimando Don Gabriele. Fu il maggiore orgasmo che avessi sperimentato in vita mia. Il ...
... parroco mi depose di nuovo sull'altare e iniziò lentamente a stantuffare avanti e indietro mentre alcune parrocchiane gli accarezzavano i testicoli. Il suo orgasmo fu lento ed intenso, lo accolse ad occhi chiusi, poi li aperse per guardare i miei, mentre il suo sperma inondava la mia fica. Estrasse il cazzo e subito una delle donne lo prese in bocca e lo leccò ben bene come per lavarlo. Io rimasi a cosce a aperte, mentre due uomini mi reggevano le gambe un poco stanche e tremolanti, e altri accostarono i loro cazzi duri alla mia fichetta, mi penetrarono e dopo pochi movimenti - tanto erano eccitati - vi scaricarono il perlaceo succo dei loro testicoli. Tre quattro cinque, poi persi il conto...... sentivo il profumo dello sperma, alcuni mi toccavano i capezzoli turgidi, altri il clitoride. Le mie mani stringevano cazzi di chissà chi. La sborra stava per traboccare dalla mia vagina. "Prendete e mangiatene tutti, questo è il divino che è in noi" disse ieratico Don Gabriele e tutti, uno dopo l'altro, accostarono le labbra e la lingua alla mia fichetta penetrandola ed estraendo un poco di sperma. Lingue di uomini, lingue di donne, che entravano rosse ed uscivano bianche. "Non disperdete il seme, che è divino, ma mangiatelo, nutritevene", continuava a rammentare Don Gabriele, che a un certo punto prese a sorreggere le mie gambe, riprendendo a contemplare il mio sesso ora soddisfatto. I due che fino ad allora avevano retto le mie gambe avvicinarono i loro cazzi alla mia bocca ...