1. Divagazioni di una mamma sprint


    Data: 19/08/2020, Categorie: Altro, Autore: cameliablu

    ... il nome dei suoi figli. Solo noi sappiamo trovare linguaggi, tradurre, che a volte con chi ci è vicino ci vuole l’interprete. Quando mio marito dice «Volentieri, mia cara», per esempio, significa «Lo faccio ma è chiaro che preferirei essere alla festa di comunione del figlio dei vicini», credo una delle più orrende eventualità per lui, un tipo così conviviale che se non intervengono cause esterne di una certa gravità, come per esempio il mancato reperimento delle chiavi, preferisce non sprecare parole, tanto meno di circostanza.Noi per prime abbiamo il talento di accogliere, accettare ed educare. E non solo i figli (io ad esempio sto ancora cercando di addomesticare un orso…). Noi siamo capaci di vedere il bene in noi stesse e negli altri. Con speranza, anche quando questo bene è solo un lumino lontano.Da quando sono diventata mamma o, come direbbe il panzone che ho sposato, “dopo che mi ha ingravidato” (ogni tanto, quando facciamo l’amore e sta per venire, mi chiama “vacca” e non so mai se esserne lusingata o meno) la mia vita ha acquisito un senso nuovo. E penso che l’istinto materno sia una forza davvero potente. Credo che si possa essere materne con chiunque abbia bisogno di aiuto. Le donne, quando arrivano alla maternità si trasfigurano di felicità. Mettono da parte i loro problemi e si rimboccano le maniche. Diventano spesso madri affettuosissime, donne generose, anche quando prima erano delle squinternate (perché guardate me? Chi ve lo ha detto?).Chissà come mai mi vengono da dire queste cose dopo che Orso mi ha fatto posare con le chiappe al vento? Sarà meglio che mi prepari per l’arrivo dei due orsetti. Ed è anche ora che vada a lavare questa gonna di jeans su cui si trovano (ma voi non le vedete perché sono sul davanti) ditate di Nutella ormai incorporate.
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