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"amore, esco a prendere le sigarette" - io e lui in garage, la compagna sul divano di casa
Data: 22/08/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: GolaAccoglienteLT
La notte si sa è fatta per trasgredire, sarà l’idea del buio che scende come un maschera sul nostro volto a renderci tutti uguali e più volubili ai piaceri carnali. Il week end appena iniziato, una serata trascorsa in una città che non è la mia e che offre molte più occasioni goderecce. Sono da poco passate le 24, la serata trascorsa piacevolmente assieme ai colleghi, ma l’idea di tornarmene a casa, affrontando 40km in macchina, senza aver soddisfatto la mia anima da troia non mi va proprio. Apro una delle tante app, sperando in qualche fidanzato di ritorno a casa, dopo la consueta uscita con la ragazza, con la speranza che non gliela abbia data, magari perché indisposta o semplicemente frigida. La mia buona volontà viene premiata e vengo contattato dopo pochissimi secondi, pur non avendo io una foto profilo ma un nickname molto eloquente “AdoroPompare”. Ad un saluto di rito, fa subito seguire tre sue foto, in cui a far da padrone è un cazzo svettante su di un corpo atletico. In una ad essere calati sono dei boxer mimetici, in un’altra dei pantaloncini bordeaux e nell’ultima il cazzo svetta da un abito scuro e camicia a righe. Le foto mi teletrasportano con la mente già in ginocchio davanti il suo divano, immaginandomelo disteso a gambe divaricate. Ognuna di quelle foto mi fa sperare in una categoria di uomo che adoro: un militare, uno sportivo oppure, dulcis in fundo, un aitante uomo in carriera. Rispondo con le mie foto, e seguono solite domande di rito su età e connessi. ...
... Alla mia domanda “Ospiti?” però arriva l’inatteso. “Sì, ma in garage. La mia compagna dorme da me questo week end. Però posso uscire con una scusa. Le dico che esco a comprare le sigarette, invece scendo in garage e mi raggiungi. Ah, porta con te un pacchetto di Marlboro rosse.” L’idea mi eccita e non poco. Che sono troia ne ho preso coscienza ormai da tempo, raramente ho scopato con uomini liberi. D’altronde se a 35 anni un uomo è libero, qualche domanda bisognerebbe pur porsela. Difficilmente i migliori sono su piazza a quell’età e se lo sono probabilmente c’è l’inghippo sotto. Accetto la sua proposta e mi metto alla ricerca di un distributore automatico. Ne trovo un primo ma è fuoriuso, nel secondo sul display appare la scritta “resto massimo consentito 8 euro”. Cazzo, la banconota più piccola che ho nel portafogli è da 20. Nel giro di pochi minuti ne trovo un terzo e riesco finalmente a comprare l’agognato pacchetto di sigarette. Mentre mi dirigo al suo indirizzo, mi si palesa nella testa la possibilità che potrebbe essere uno scherzo. “E che ci faccio poi con le sigarette? Neanche fumo”. Oltre il danno, (ci sarebbe) la beffa. Parcheggio davanti lo stabile e lo avviso che sono arrivato. “Fatti trovare davanti il cancelletto, vengo, ti apro e scendiamo in garage con l’ascensore.” Pochi secondi di attesa ed eccolo spuntare dal vialetto. 1,85, castano, barbetta, in tuta grigia e giubbino sportivo blu. La tuta è più afrodisiaca delle fragole o del cioccolato, e ...