1. "amore, esco a prendere le sigarette" - io e lui in garage, la compagna sul divano di casa


    Data: 22/08/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: GolaAccoglienteLT

    ... in questo caso lascia poco spazio all’immaginazione. Sotto quella tuta c’è un bel manzo tutto per me. Nei pochi passi che si separano, mentre si avvicina nel vialetto, si sfiora più volte il pacco, forse per redarguire il cazzo in erezione o forse per farmi eccitare. Apre il cancelletto ed ad un timido “ciao” fa seguire un “vieni”. Entriamo in ascensore e pigia sul -1. Ci presentiamo, un sorriso e qualche sorriso di imbarazzo. Il viaggio di un piano dura poco. Le porte dell’ascensore si spalancano, pochi passi in un corridoio illuminato ed un’altra porta si apre: quella del piacere. Entro prima e subito dietro lui, che assicura la porta con un giro di chiave. “Hai portato le sigarette?”. “Certo, impresa ardua ma ce l’ho fatta”. Le poggio su un bancone degli attrezzi e due secondi dopo sono già in ginocchio. La mia mano fruga avidamente su quel pacco, già in evidente erezione. Con le mani cingo il suo sedere e poggio il viso su quella protuberanza. Lo annuso, ci struscio il viso. Sa di pulito ma anche di proibito. La cosa mi eccita da morire. L’idea che pochi minuti prima fosse sul divano con la sua compagna a vedere magari una serie su netflix. Sciolgo il nodo della tuta ed inizio ad abbassarla lentamente fino a meta coscia. Indossa un paio di boxer bianchi che, data la situazione, sembrano andargli piuttosto stretti. Decido così di liberarlo da quell’oppressione, non prima però di aver inumidito con la mia saliva il cotone dei boxer. Percorro con la punta della lingua tutta ...
    ... la lunghezza del cazzo, quasi a volerne tracciarne i confini. E’ adagiato sulla sinistra, proteso in avanti per via dell’erezione, ed arriva quasi al fianco sinistro. Mugugna di piacere, inconsapevole che il vero piacere deve ancora arrivare e mi prega di farlo godere al suon di “Troia, pompami. Ti prego.” In un colpo solo li abbasso ed il cazzo mi colpisce sulla guancia. Lo prendo con una mano, poi con due. Lo scruto, vogliosa. Non c’è bisogno di scappellarlo, perché già al massimo dell’erezione. Un bellissimo cazzo, notevole sia per lunghezza che diametro, ben colorito e circondato da uno splendido pratino di peli castani, poco più lunghi di 1 cm. La punta è già umida, segno che la voglia in lui è tanta. Me lo strofino sul volto, lo annuso e decido di partire dalle palle con piccoli colpi di lingua. Movimenti rotatori che si estendono sull’interno coscia, a cui lui fa seguire dei gemiti di piacere e degli scatti repentini del corpo come se in preda a delle scosse. Parto dalla base e salgo fin su la cappella, ma solo utilizzando la punta della lingua, voglio farlo impazzire. Una volta in cima alla vetta, sputo con decisione sul suo cazzo e alla vista della mia saliva che cola sul suo cazzone, la raccolgo con la lingua, questa volta usandola per intero. Ho la fortuna di avere una lingua molto lunga e larga e questo provoca molto piacere a chi decide di usufruirne. Sta godendo ma anche soffrendo perché vuole scoparmi la gola per bene. Prendo il suo cazzo e lo poggio sulla mia ...