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Qualcosa, nel buio
Data: 23/08/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: LovelyL
Stavo cadendo, mancavano pochi metri al pavimento. Mi svegliai di soprassalto. Era piena estate. Presi il cellulare sul comodino, non era più collegato al wifi. Provai ad accendere l'abat-jour invano. Le luci della strada che di solito illuminavano un po' la stanza erano spente. ''Probabilmente un blackout'' La mia ipotesi fu confermata il giorno seguente: la notte precedente un blackout di qualche ora ''colpì'' l'intero quartiere. Ero a casa da solo, mio padre era partito per un viaggio di lavoro. Quell'anno il clima era molto umido, giravo per casa scalzo, in boxer e canotta. La sera seguente mi svegliai per il solito incubo: io che cadevo nel vuoto. Ad accogliermi impreparato c'era nuovamente il blackout. Il telefono, scarico, si spense. Rimasi nel letto ad occhi chiusi, ma uno strano scricchiolio ruppe il silenzio. Un scricchiolio più forte mi spaventò. Appoggiai i piedi nudi per terra e alzandomi lentamente. Deglutii. ''La riga'' pensai. La presi dalla scrivania impugnandola come fosse una spada incamminandomi verso la porta socchiusa. Uscii dalla cameretta, fortunatamente avevo bene in mente la disposizione delle stanze, cosa che mi tornò molto utile. Un altro rumore sospetto. Appena misi un piede in sala notai la porta del frigorifero spalancata. ''Ora so di non essere da solo'' conclusi. Brandendo la riga mi avvicinai e chiusi l'anta qualcuno però mi stava aspettando e mi corse incontro afferrandomi per le gambe e facendomi cadere per ...
... terra. Tirava fortissimo ed io cercai di scansarmi tirandoli un calcio per scappare verso la sala. Essendo al buio potevo affidarmi solamente agli altri sensi. Prima un grugnito a sinistra, poi dei passi a destra. ''Sono in due'' constatai mentre muovevo la riga spasmodicamente. Lanciai la sedia che avevo accanto rompendo il vaso di cristallo sul tavolino da caffè sul quale inciampai fuggendo. Uno dei due assalitori mi afferrò ancora una volta per le gambe. Il cuore mi batteva a mille, le sue mani cercavano di tenermi stretto. Ad un tratto fece forza sui miei boxer che mi sfilò lasciandomi finalmente la possibilità di scappare. Corsi in corridoio, intravidi la porta di casa semi aperta. Mentre avanzavo verso la salvezza caddi inciampando in un paio di scarpe e con la testa chiusi la porta. ''Cazzo'' Scaraventai la riga che avevo tenuto fino a quel momento saldamente in mano, davanti a me correndo poi nella stessa direzione, raggiungendo così il punto di partenza di quell'assurdo incubo, la cameretta. Chiusi a chiave e spostai il mobiletto li accanto davanti alla porta. ''BASTA!'' urlai. Avevo il fiatone, ma per fortuna ero salvo. Sedetti sul letto dopo aver tirato un po' giù la tapparella. Delle goccioline di sudore mi colarono dalla fronte finendomi sul pene. Di punto in bianco mi gelò il sangue, un'ondata di calore arrivò sul mio viso. C'era qualcosa lì di fronte Mi bloccò le braccia. Tirai alcuni calci invano poi una mano mi tappò il naso. Inevitabilmente aprii ...