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Mai uccidere le fantasie
Data: 26/08/2020, Categorie: fisting, Autore: Tibet
Lei non solo era sposata ma anche madre di due bambini e per non farci mancare niente il marito era un uomo enorme, collerico e violento che la ossessionava con la sua gelosia. Eppure lei tradiva. Esagero se dico che rischiavamo la vita giocando con la nostra pazzia? Non credo. Avevano una ditta di impermeabilizzazioni edilizie che gestivano assieme, un piccolo magazzino, qualche collaboratore e l'ufficio in una casa isolata circondata da un ampio piazzale e sopra ci abitavano. Lui assente la tormentava di continuo al telefono. Nonostante il controllo assillante lei aveva trovato il modo di tradirlo. Capitava durante la mattinata, dopo aver portato i bambini a scuola, fra le nove e mezzogiorno, più o meno una volta alla settimana. Io aspettavo in posizione defilata che lui partisse con il suo camioncino e i suoi operai, poi... lei segnalava via libera. Usavamo cautela, andavo da lei come fossi un cliente, avevo anche una richiesta scritta di un preventivo per un lavoro da commissionargli, piani e disegni, tutto reale. Per prudenza scopavamo sempre vestiti. In piedi. Lei contro la finestra appoggiata con le mani che guardava attraverso le tende per controllare che lui non tornasse. Io dietro di lei. Le piaceva così. Piaceva anche a me quella scarica di adrenalina pura che mi entrava in circolo, tanta libidine e tanto rischio. Questa cosa ha sempre alimentato e drogato la mia voglia. Si... e non era sempre una cosa veloce, a volte la facevamo durare, anche un paio d'ore. ...
... Lei godeva a ripetizione. Non l'ho mai avuta nuda. Vestiva una cosa comoda da gestire, una gonna, una camicetta o golfino. Scoprivo solo le parti che mi interessavano, le tette che strizzavo forte dopo averle liberate dal reggiseno e le alzavo la gonna e spostavo solo il suo intimo. Fortuna volle che il marito non tornasse mai a casa. Ma cazzo... se continuava a telefonare! Per ogni banalità... se aveva fatto e mandato quella particolare fattura e questo e quello, cosa stava facendo e i figli... e altri mille motivi. Lei rispondeva, non poteva non farlo. Io, mi caricavo di una libidine perversa e la scopavo più forte in quei momenti, lei... faceva sforzi sovrumani per non emettere rumori. A volte... io fermo dentro di lei... era lei che si muoveva, ruotava il culo e lo spingeva contro il mio cazzo. Da porca quanto era riusciva anche a godere mentre era collegata. Cosa centra uccidere le fantasie? Ci arrivo... Aveva una particolarissima fantasia. Ne diventava pazza, no... non solo pazza... di più! Voleva essere penetrata con una mazza da baseball. Si... proprio da baseball, niente altro di simile. Una vera mazza da baseball. Quando partiva di testa e ne farneticava... diventava assurdamente libidinosa. Quando non potevamo vederci, al cell... mi descriveva come avrebbe voluto essere penetrata, rotta... sfasciata proprio! Sventrata! Lei aperta e la mazza piantata in fica e nel culo! La mazza che entrava sforzando e allargava all'inverosimile. E con questo pensare si masturbava ...