1. Fuoco amico


    Data: 27/08/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: Lucido De Lirio

    ... bere qualcosa. Ad un certo punto Francesca disse di aver voglia di fare un bagno. Indossava una magliettina ed una minigonna che si tolse velocemente. Sotto aveva solo un tanga, senza reggiseno. Corse verso la piscina e si tuffò. Senza dar tempo agli altri di imitarla, dopo poche bracciate uscì e corse da loro. - ohhh. Che bello. Ne avevo proprio bisogno. Ora ho un brivido addosso che … Si tolse anche il tanga e si sedette, riproponendo a beneficio degli ospiti lo spettacolo privato di qualche sera prima. Si diede da fare senza alcun freno e si provocò rapidamente un piacevole orgasmo. Godette con piacere ancora maggiore guardandoli sfacciatamente negli occhi e eccitandosi per l’esibizione in pubblico. Questo era il copione concordato con Giovanni. Da allora in poi avrebbe dovuto improvvisare. - scusatemi. Sono fatta così. Sono spontanea e disinibita. Mi piace esibirmi, mi piace godere e non mi rendo conto che posso infastidire. Se è così vi chiedo scusa. Rimasero tutti in silenzio per qualche attimo, poi fu Giovanni a sbraitare. - ma che cazzo ti è saltato in testa? Ma come ti sei permessa di fare una porcheria del genere? Ma per chi ci hai presi? Che razza di puttana sei? Da quale bordello ti hanno cacciata? - ti prego Giovanni, ti chiedo scusa. Perdonami. Si alzò ed andò ad inginocchiarsi davanti a lui. Gli altri mormorarono qualcosa, tentando di minimizzare il fatto, ma Giovanni invece rincarò la dose - brutta troia che non sei altro. Adesso vuoi essere perdonata. ...
    ... Adesso ti metti in ginocchio? Ma neanche se strisci ai miei piedi. Vattene! Così dicendo le diede una spinta che la fece ruzzolare nell’erba. Francesca si mise le mani sul volto e piangendo corse via. Corse in casa, uscì sulla strada e scappò via, nuda com’era. - dai, Giovanni. Sei stato troppo severo. - e su, in fin dei conti è stata una bravata … - ha chiesto scusa - l’hai fatta scappare tutta nuda per strada … - vado a raggiungerla, tu calmati nel frattempo. Patrizia la rincorse e, dopo aver vagato un po’ in giro, la trovò seduta su una panchina in un viale lì vicino. - Francesca, dai, torna dentro. Lo stanno calmando, vedrai che è tutto a posto. - scusatemi, ho esagerato. Davvero non so cosa mi è preso. - lascia stare. - che schifo. Dovrei vergognarmi. - ormai l’hai fatto. Amen. Dai, vieni con me. Tieni, metti questo, io ho il costume sotto. Si sfilò il vestitino e glielo porse, restando in bikini. Quando tornarono trovarono l’atmosfera decisamente meno agitata. Francesca chiese di nuovo scusa a tutti. Poi si tolse il vestitino, lo ridiede a Patrizia e fece per prendere gonna e maglietta. Giovanni la bloccò. - eh, no! Ti sei scusata, ma se vuoi essere perdonata, per punizione starai così fino a stasera. Tanto a te, svergognata come sei, non ti fa né caldo né freddo, vero? - no, dai … perché vuoi farmi questo adesso? Ho sbagliato ma ero eccitata ed euforica. Non umiliarmi ancora, ti prego. - queste sono le condizioni: se prendi i vestiti prendi anche la macchina e te ne vai. - ...
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