1. Impettita


    Data: 29/08/2020, Categorie: Etero Autore: pippojo

    Finalmente era arrivato settembre, purtroppo avevo passato tutto agosto chiuso in ufficio e mi ero concesso solo qualche week end al mare.
    
    Li avevo notato una vicina di ombrellone bionda, formosa, impettita, sempre attorniata da uomini che le sbavavano dietro e sbirciavano le trasparenze dei bikini che a fatica conteneva tanta femminilita'.
    
    Del resto un corpo cosi' non poteva che stimolare le fantasie piu' sfrenate e d'estate sotto il sole, il caldo il costume che lascia tanta carne esposta...
    
    Dicevo finalmente era arrivato settembre la ressa di agosto era sparita ed io mi stavo godendo il meritato riposo sotto l'ombrellone, quando finalmente arrivo' l'oggetto dei miei desideri, da sola, era il mio momento, non potevo lasciarmelo sfuggire, dovevo conoscerla.
    
    L'occasione si presento' quando notai che anche lei, come me, stava leggendo un libro di Gabriel García Márquez; Centanni di solitudine lei, l'amore ai tempi del colera io.
    
    Facendo una battuta sulla complessa genealogia del libro, riuscii ad attaccare discorso e a sedermi sul suo lettino. La conversazione divenne subito piacevole e comincio' a spaziare tra viaggi, cibo e interessi comuni.
    
    Io intanto ero distratto dalla sua fisicita', dalla bellezza della sua voce e dal suo bellissimo portamento sempre a testa alta e con lo sguardo fisso sul mio viso, ma venni sorpreso varie volte a sbirciarle la scollatura e tra le cosce dove una piccola striscia di stoffa che le copriva il sesso che immaginavo tutto ...
    ... depilato.
    
    Di colpo mi accorsi che il tempo era passato e il caldo si era fatto sempre piu' insopportabile e le proposi di fare un bagno. Rebecca, questo era il suo nome, accetto' di buon grado e alzandosi mi precedette verso il mare dandomi visione del suo stupendo culo che ondeggiava ad ogni passo.
    
    Una volta in acqua ci allontanammo un po' dalla riva e ci ritrovammo a nuotare vicini. I nostri corpi si sfioravano ed io non seppi trattenermi dall'avvicinarmi a quelle morbide curve, scherzando allungai le mani germendola da dietro ed avvicinadola a me. Il mio cazzo era in erezione e nello slancio glielo appoggiai sul culo.
    
    Rebecca si divincolo' e con un sorriso sornione disse che aveva fame e voleva andare a pranzare.
    
    Non aveva tutti i torti avevo anche io un languorino. Tornammo a riva e dopo la doccia Rebecca si accorse di aver lasciato la spazzola per i capelli in cabina. "Marco" mi disse "potresti per favore andare alla cabina 42 e prendere la spazzola nella borsa che c'e' dentro?". Ovviamente accettai.
    
    Mi diressi verso la cabina 42, l'aprii ed entrai chiudendo la porta dietro di me. L'ambiente era spazioso ed accogliente per essere una cabina, ed in un angolo sopra una panchetta c'era la borsa di Rebecca.
    
    Cominciai a rovistare ma della spazzola nessuna traccia, trovai invece un bikini di ricambio e un perizoma bianco. Non seppi resistere alla tentazione ed portai il perizoma al viso per inebriami del profumo di quella donna.
    
    Proprio in quel momento sentii ...
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