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L'uomo delle perversioni
Data: 31/08/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: aangela
L’estate del 2015 Nella primavera del 2015 conobbi Stefano, un architetto di parma sessant’enne. Ci conoscemmo in un bar e lui attaccò discorso chiedendomi se sapessi indicargli una via che doveva raggiungere. Ci fermammo a parlare un poco e lui mi chiese se verso le 13 mi andava di bere un aperitivo con lui. Mi aveva colpito il suo fisico da ex atleta e la cosa mi stuzzicò. Accettai Ci ritrovammo nello stesso bar alle 13 e seduti ad un tavolino chiacchierammo un poco poi lui all’improvviso mi chiese se volevo andare a cena con lui la sera seguente. Aspettai qualche istante poi accettai. Conosco un posto fuori parma molto carino- mi disse Tolse dalla tasca un bigliettino del ristorante. Ti aspetto fuori dal ristorante alle 20. Salutandoci lui mi diede un bacio sulla guancia, innocente. Ma la sua mano mi palpò il culo. La sera dopo alle 20 mi presentai davanti al ristorante. Gonna cortissima, autoreggenti, un maglioncino scollato aderente, il soprabito e null’altro. Lui era già li ad aspettarmi. Cenammo parlando del più e del meno. Era davvero un uomo intrigante. Poi all’improvviso…. Non porti le mutandine vero? La sua domanda mi colse di sorpresa. No- risposi Uscimmo e ci fermammo fuori a fumarci una sigaretta. Ti va di andare a bere qualcosa per finire la serata? Mi chiese Mi aspettavo ci provasse e rimasi delusa. Risposi di si. Dentro ero seccata. Lo ammetto. Andiamo in un bar qui vicino, il proprietario è mio amico- mi disse – Sali in macchina con me poi ti riporto qui. ...
... Dopo una decina di minuti arrivammo ad un bar sulla via emilia Entrammo Ci sedemmo in un angolo della sala e venne il suo amico a chiedere cosa volevamo bere. Un uomo sui quaranta, … sguardo da porco. Parlammo un poco. Io ero annoiata e delusa. Mi aspettavo una serata di sesso e invece… Ad un certo punto lui si alza- Vado al bagno E se ne va. Dopo qualche minuto arriva il proprietario del bar con un biglietto in mano. Lo appoggia sul tavolo. È per lei- mi dice. Lo apro. Devo andare, mi stavo annoiando, ti riaccompagna all’auto il mio amico quando chiude il bar, ciao. Mi alzo per uscire infuriata ma il suo amico mi si para davanti con un bicchiere di liquore. Non faccia stupidaggini, ci sono 15 km per andare al ristorante, io chiudo tra un’oretta, beva, offro io. Mi sono riseduta senza rispondere. Ho trangugiato il liquore davanti a lui. Due minuti dopo davanti avevo ancora un altro bicchiere. Seduta per un’ora ho bevuto quattro, cinque bicchieri di liquori vari. Andiamo, io chiudo- mi dice l’uomo che doveva riaccompagnarmi all’auto. Faccio per alzarmi ma capisco di essere ubriaca. Lui mi prende sottobraccio e mi porta in auto. Arrivati nel parcheggio del ristorante mi accorgo che non c’è più nessuno. L’uomo ferma l’auto vicino alla mia. Ha bevuto, sarà meglio aspetti un poco a partire Io scendo dall’auto e barcollando mi avvicino alla mia. Mi sento sorreggere da dietro. Non faccia cazzate, aspetto un poco o combinerà guai- mi dice l’uomo Mi sorregge da dietro, appoggiato al mio ...