1. Gardasee (al tavolo) parte ii


    Data: 01/09/2020, Categorie: Etero Autore: BlackInk

    Dopo la sauna ci facciamo una doccia gelata per far tornare il sangue ai capillari e per riprenderci dalla fatica sessuale. La doccia sortisce i suoi effetti e mi sento rinvigorito. Poi saliamo in camera e ci diamo appuntamento al ristorante sotto l’albergo.
    
    Conosco Inga, la moglie di Franz, seduti al tavolo davanti allo spiedo alla bresciana e a una bottiglia di Garda Classico. Come Franz, è una teutonica DOC. Alta, bionda, dagli occhi chiari e gli zigomi alti, un sorriso aperto e gioviale. Il suo italiano è ottimo come quello del marito. Il petto prorompe dal vestito nero e non si può fare a meno di perderci la vista.
    
    Passiamo una bella serata allegra chiacchierando di tutto e un po', dei nostri viaggi e dei loro figli già grandi che studiano in varie scuole della Germania, mentre il mio è ancora piccolo e coccolato da genitori, nonni, zii e cugini vari.
    
    Con la scusa di provare il mio dolce, Inga avvicina la sedia alla mia e si china su di me. Mentre una mano raggiunge il dessert, l’altra si appoggia sulla mia patta. La guardo un po’ stupito e lei mi sorride. “Buono questo Tiramisù.” e mi accarezza da sopra la stoffa. “Per la frutta sei già pronto: una banana. Ahahahaha!!!!”
    
    Rido anch’io e ride pure Franz.
    
    Chissà se hanno concordato questo gioco mentre si preparavano per la cena oppure se è un’idea di Inga.
    
    La sua mano si fa sempre più audace. Mi stringe l’uccello che s’è fatto duro e nel frattempo chiacchiera con noi come se niente fosse.
    
    Con ...
    ... maestria mi slaccia la zip dei pantaloni e riesce a far saltar fuori il cazzo. Me lo sega lentamente, muovendo la mano fino a coprire tutta la cappella e poi tirando fino alla base quasi a farmi male.
    
    Io cerco di restare impassibile, ma in queste condizioni mi risulta difficile. Lascio che siano i miei commensali a tenere le fila del discorso, io annuisco e rispondo a monosillabi. Per fortuna la sera volge al termine e solo pochi avventori rimangono nel locale. Il rischio più grosso è quello dei camerieri, ma anche loro cercano riposo vicino alla cassa.
    
    “Che bel cazzone che hai!” mi dice Inga vicino al volto. “Aveva ragione mio marito che meriti un bel 10! Chissà quando lo sbatti in culo come fai godere i tuoi partner.”
    
    Deglutisco. Ho il cervello in panne. Cerco qualcosa da dire ma tutto si focalizza sulla mano di Inga che mi mastruba in mezzo al ristorante.
    
    “E chissà come è buona la tua sborra… Quello stupido di mio marito non l’ha bevuta, ma io lo farò, mi piace la sborra.”
    
    Franz ride e dice che siamo proprio una bella coppia. Che anche io assomiglio molto ad un tedesco, soprattutto come mentalità. Noi italiani viviamo il sesso molto combattuti, tra quello che pensiamo sia giusto fare e quello che ci hanno sempre detto che non va assolutamente fatto. Fatichiamo a seguire le nostre passioni, a realizzare i nostri sogni per troppa pudicizia.
    
    Io seguo il discorso come se mi trovassi dentro una nuvola di cotone, coi suoni che arrivano in ritardo e ovattati.
    
    Inga ...
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