1. Storia d'una cortigiana -- ares e afrodite (pt.1)


    Data: 01/09/2020, Categorie: Etero Autore: SinfoniaDInchiostro

    ... adatto.”
    
    “ Non ho impersonato né Apollo né Ares, purtroppo.”
    
    “ Se la pittura fosse uno dei miei svaghi, uno dei miei quadri vi ritrarrebbe sicuramente.”
    
    “ Non dipingete?”
    
    “ No, manco di talento e di tempo per dedicar ad un’opera la giusta attenzione.
    
    Nel mio mondo saper dipingere non è una virtù ricercata, si preferisce la bellezza, lo spirito e il saper parlare.
    
    Non troppo, ovviamente.” Sorrisi.
    
    “ Siete fortunata, avete la bellezza e sapete come rendervi ancora più bella.”
    
    “Trucchi che s’imparano subito e sono necessari quanto l’aria, ogni giorno ci è nemico.”
    
    “ Il tempo è nemico di qualsiasi cosa gradevole d’aspetto.
    
    La gamba. L’avete mossa. Anche il busto.”
    
    Il mio tentativo di stiracchiarmi mentre parlavamo era stato scoperto, così mi ricomposi, anche se iniziavo ad essere intorpidita oltre il lecito.
    
    Fortunatamente non avevo freddo, il sole entrava dalle vetrate riscaldando l’ambiente e creando giochi d’ombre e di fasci luminosi.
    
    Andrè abbandonò la tela, si diresse verso un tavolino per temperare la matita con cui stava disegnando il bozzetto e ne approfittai per alzarmi.
    
    Mi stiracchiai emettendo un piccolo lamento soddisfatto.
    
    Il pittore si voltò di scatto e notai il suo disappunto nel vedermi in piedi.
    
    “ Avevo bisogno di muovermi.
    
    La posa non sarà poi così difficile da replicare, avete il bozzetto.” Anticipai le sue proteste.
    
    Mi stiracchiai ancora.
    
    Ruotai il capo, cercando di sciogliere il collo e le ...
    ... spalle.
    
    Andrè mi si avvicinò e massaggiò alcuni punti sulle spalle, facendo passare il dolore, poi mi offrì qualche frutto.
    
    Mentre mi passava la coppa con qualche acino d’uva bloccai la sua mano, presi la coppa e la poggiai sul tavolo accanto, e iniziai a massaggiare il palmo ampio e ruvido.
    
    Mossi le dita con movimenti ampi e dolci, sentendo lo sforzo causato dall’impegno di quelle ore.
    
    “Ho pensato che anche voi vi sentiste indolenzito.”
    
    Mi scostai e piluccai qualche acino succoso, mordendone metà prima d’introdurlo in bocca.
    
    Con la coda dell’occhio notai che i miei gesti avevano un certo effetto su Andrè.
    
    Allora non era solo un’esteta contemplativo, non ammirava il mio corpo come fosse una statua, non ne era immune…
    
    Avevo ormai stabilito che star in posa m’annoiava e desideravo far qualcosa in quella parentesi inusuale rubata ai vari appuntamenti.
    
    Il mio carnet d’amanti era sufficientemente nutrito, con nomi illustri di ricchi e facoltosi personaggi che pensavano alle mie spese ma mai qualcuno come Andrè vi era comparso.
    
    Tutto si poteva dire degli artisti come lui ma non che fossero ricchi e la ricchezza era la prima cosa che guardavo in un nuovo, possibile amante.
    
    Il ragionamento vi parrà brutale e che vi riempirà d’indignazione ma è la realtà in cui vivevo.
    
    Ero una cortigiana, il mio tempo ha un valore e quel valore era ciò che mi divideva da un’esistenza di miserie e stenti, è dunque naturale che necessariamente debba esaminare attentamente ciò che ...