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Storia d'una cortigiana -- ares e afrodite (pt.1)
Data: 01/09/2020, Categorie: Etero Autore: SinfoniaDInchiostro
... un uomo ha da offrirmi, non potendo permettermi di sprecare tempo e compromettermi con chi potrà coprire i miei costi e le mie spese per poco tempo allontanando – magari – un amante ben più ricco che difficilmente accetta una cortigiana con molti amanti alle spalle. Andrè era qualcosa di insolito, non desiderava sfoggiarmi come un ornamento prezioso ed esibirmi, voleva solo disegnarmi e rendermi eterna. Ed era bello, con i capelli castani e folti, il corpo giovane e il suo modo di vedere il bello ovunque grazie all’animo mutevole e curioso. Ne ero attratta e negarlo era inutile; m’attraeva la sfida d’indurlo ad abbandonare le tele in virtù di passatempi meno virtuosi e più carnali. Volevo confermarmi fino a che punto la mia seduzione era in grado d’arrivare. Avevo visto che Andrè non era indifferente al mio corpo, dovevo dunque pensare a cosa fare. “ Se volete che il quadro sia pronto in larga parte entro oggi sarebbe meglio riprendere.” Mi sdraiai di nuovo, in una posizione volutamente sbagliata. “Temo d’aver dimenticato le posizioni esatte, dovrete aiutarmi.” Paziente, Andrè portò il mio corpo nella giusta posa con attenti movimenti e delicati tocchi e quando s’allontanò aveva il respiro accelerato e un insolito gonfiore nei pantaloni. Riprese il grattare della matita sulla tela, riprese la concentrazione, ripresero nuove occhiate sempre più intense e ravvicinate. Era il mio corpo riflesso ad incantarmi, a farmi immaginare quello di Andrè ...
... avvinto al mio, a farmi desiderare il piacere. Decisi di osare, dopo aver visto più volte lo sguardo di Andrè posarsi sempre più a lungo su di me. “ Penso d’aver sbagliato ad alzarmi” mi lamentai. Presi uno dei cuscini sparsi sull’ottomana e lo misi fra le gambe. “ Perdonatemi, Andrè, ma è così scomodo star così, i reni mi fanno davvero male.” “ Lungi da me farvi soffrire, Mimòse, non è mia intenzione” La situazione, la trappola, l’inconsapevole Andrè, la sensazione del velluto sulla pelle nuda fecero germogliare un’eccitazione bollente e sotterranea. Iniziai a muovermi piano contro il cuscino, un filo di umori colò a bagnare il velluto. “ Dovete stare ferma il più possibile.” Mi riprese Andrè. Sorrisi, un sorriso appena accennato. Il tessuto si bagnava sempre più, pungendo di mille brividi piacevoli la pelle umida del mio sesso che s’apriva poco a poco. Mi osservavo nello specchio, il tessuto scarlatto stretto dalle mie cosce tornite e candide, l’ipnotico dondolio dei fianchi che si muovevano avanti e indietro, ondeggiando un poco verso l’altro. Ormai Andrè non faceva più nulla per nascondere occhiate ed eccitazione. S’avvicinò fin dove il bordo della panca lo permetteva. “ Siete la modella più bella che ho avuto, siete anche la peggiore.” “Lo so, d’esser la peggiore” Spostai la mano dal fianco fino a sfiorare la sagoma turgida del suo membro. “Lo sento.” Mormorai mentre l’accarezzavo. Andrè gemette. “Voi… Voi siete ...