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La proffessoressa di italiano
Data: 02/09/2020, Categorie: Prime Esperienze Autore: frabeppa
Il racconto che vado a raccontare è realmente accaduto una ventina di anni or sono. Frequentavo la 4° classe del liceo e in quell'anno ci arrivò una nuova prof di italiano. Era una signora sposata sui 35 anni e arrivava da una provincia limitrofa alla mia. La prof era molto appariscente alto circa 1.70 con due seni favolosi ed un fisico che definirei non proprio magro ma per nulla grasso. Era diventata il mio sogno erotico, vestiva sempre in modo provocante, camice o vestiti scollati, e gonne a tubo quasi tutte con spacco laterale. In quell'anno causa la sistemazione dell'edificio scolastico che ci ospitava, eravamo dislocati in un locale di dimensioni ridotte ed io stavo nel primo banco lato cattedra. Da quel punto quando era seduta ero praticamente l'unico che potevo vedere quando lo spacco si apriva gran parte delle gambe della prof. In parecchi casi poi la troia indossava calze autoreggenti o con le giarrettiere. Alla cara prof (di nome Silvia) andavo molto simpatico, ed ero diventato una sorta di suo pupillo, grazie anche al fatto che a lei piacevano molto i miei occhi verdi. Devo dire che in più di un occasione quando spiegava mi beccava imbambolato a guardare le sue gambe, ed in alcuni casi anche le sue mutandine, fantasticando, riprendendomi con delle battutine che comunque erano quasi sempre di simpatia. La cosa che poi mi faceva veramente andar via di testa era quando girava per i banchi a controllare i nostri compiti in classe e alla mia richiesta di spiegazioni si ...
... piegava davanti al mio viso mostrandomi le sue tette splendide, contenute da reggiseni quasi sempre in pizzo trasparente dove si potevano vedere le aureole dei due capezzoloni scuri. Come dicevo lei proveniva da fuori provincia e per tornare a casa (in autostrada) doveva transitare anche davanti a casa mia. E così a fine maggio di quell'anno il giorno del mio compleanno ebbi l'opportunità di ricevere l'invito da parte sua di un passaggio in auto. Era il giorno del mio diciottesimo compleanno e da consuetudine portai a scuola per festeggiare dei pasticcini e delle bibite. Scelsi l'ora prima della ricreazione per la festicciola, in cui lei era in classe da noi. Chiesi il giorno prima a lei se era disponibile a chiudere la lezione una ventina di minuti prima del suono della campanella, e lei accettò con entusiasmo, offrendomi in quel momento il passaggio per il ritorno a casa, che accettai dopo un piccolo sbandamento. Cosa che lei notò subito ed abbracciandomi mi disse: "Dai occhi belli sono una donna non sono una strega......." Quel giorno indossava una gonna al ginocchio con ampio spacco centrale con giacchino corto in vita a doppio petto scarpe con tacco a spillo nere, con una bella scollatura. Al momento del brindisi si avvicinò per ultima e appoggiato il bicchiere su uno dei tavoli mi abbracciò stringendomi a se e tenendomi stretto al suo corpo mi sussurrò nell'orecchio: "Sei diventato grande, ricordati che due occhi come i tuoi........" La cosa con il fatto che sentivo ...