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La qualità del tempo. Parte 1
Data: 05/09/2020, Categorie: Etero Autore: LilyLuna87
... canzonette da un ora e mezza e nessuno ci caga... divertiamoci cazzo ragazzi!” Guardo Gabriele alla chitarra che mi sorride ed attacca il giro della canzone. “Dai Fabio tanto ormai ci hanno pagato.” Chiudo gli occhi mentre le note della chitarra mi fanno vibrare come fossi una corda pizzicata. Sciolgo i capelli e mi libero del coprispalle. Danzo nella melodia che mi si modella addosso come una seconda pelle. La voce finemente esce carica, rabbiosa, erotica, nostalgica... Ci sono io ora. Io che mi spoglio delle sovrastrutture, io che faccio l’amore con la musica. Incrocio lo sguardo con un commensale in abito elegante. Il suo sguardo mi regala ciò di cui avevo bisogno. Un pubblico. Mi concentro su quegli occhi chiari per trasmettere la carica della canzone. Le ultime note sofferte e malinconiche sono accolte da un applauso abbastanza sostenuto. Una decina di persone si sono alzate per ascoltarci. L'uomo di prima è appoggiato ad una colonna, non applaude ma continua ad osservarmi con un mezzo sorriso. La receptionist è in prima fila ed è così incazzata che dalle orecchie potrebbe uscirle del fumo. La chitarra attacca Immigrant song prima che possa fare un solo passo verso di noi. Due occhi azzurri mi scrutano da dietro il piccolo pubblico che si è creato. Fermo e sorridente il suo sguardo mi regala brividi di eccitazione. Vuoi guardarmi? Bene. E allora goditi questo spettacolo. Si alzano altre persone dai tavoli. Sorrido osservando ...
... che l'età media è tra i 50 e i 60 anni. Proseguiamo con Black Dog e chiudiamo con Stairway to heaven. “Grazie a tutti...” Fabio sorride soddisfatto mentre il cerchio di persone intorno applaude. Ed ecco l’arpia della situazione... “Sono le 23.15! Mi spiace ma...” “Qualcosa dei Pink Floyd?” chiede una voce baritonale. Cerco il padrone di quel suono vibrante ed è lui. “Senza tastiera possiamo fare poco... si accontenta di qualcosa da the wall?” “Dottore mi scusi ma l'ora è tarda.” “Claudia sono certo che ci sia tempo per due brani.” Decidiamo di suonare solo Comfortably Numb per non creare scompiglio. Ormai non è rimasto quasi nessuno nel ristorante, solo il nostro pubblico ridotto e lui con il suo sguardo, un mezzo sorriso e quella voce profonda che ora mi rimbomba nel cervello. Il brano termina con uno dei solo di chitarra più belli di sempre e tutto si conclude. Applausi, sorrisi, saluti, ringraziamenti. Il pubblico si disperde ed io mi rendo conto con amarezza che Lui non è più lì. Lo cerco con lo sguardo nella sala ma non riesco a trovarlo. Con la scusa di prendere da bere per tutti esco dal ristorante per andare verso il bar dell'hotel. Non è nemmeno qui... Decisamente delusa mi siedo al bancone per ordinare un calice di rosso. “Prendiamo la bottiglia.” Sgrano gli occhi e mi giro. Il suo sorriso lieve, gli occhi azzurri che mi scrutano, i capelli brizzolati, la giacca appoggiata sull'avambraccio. Mi porge la mano e io la prendo.