1. Nero


    Data: 06/09/2020, Categorie: Etero Autore: Paoletta80

    Uno di quei giorni in cui nulla va come dovrebbe, una catena di eventi avversi, che lasciano il mio umore tendere al nero, impregnandolo di ogni emozione più scura. Nero come il cielo che mi sovrasta, che promette tempesta. Sta iniziando a piovere e arriverò a casa zuppa. Non m'importa. Il fragore dei tuoni si addice perfettamente al mio stato d'animo. Che diluvi! Che mi bagni! Che mi calmi! Ho bisogno di un buon caffè. Forte. Corto. Amaro. Il mio caffè deve essere così. Nulla come la maestria di questi ragazzi nel prepararlo. Contano tanti fattori certo, ma rimane comunque un'arte, e quando trovi qualcuno con del talento, le piccole imperfezioni del contorno, diventano trascurabili. So già che mi accoglierà un ambiente chiassoso, temo il vezzeggiativo con cui si rivolgeranno a me oggi. Ma il caffè è sublime e la cordialità, a loro, non manca mai. Cerco di predispormi mentalmente, un respiro profondo ed entro. Mi adatto al volume della radio troppo alto, mi rassegno all'appellativo odierno, "Stellina", rispondendo disarmata al loro sorriso. Riesco a resistere a questo clima amichevole anche oggi, ma non alla vista di te, seduto al tavolino, che mi guardi dietro le pagine di un giornale. Resto meravigliata. L'orario non è il tuo, e tu, sei sempre così metodico. Ho tentato di tutto per evitarti nelle ultime settimane, ho cambiato tempi, percorsi, ogni azione. Invece ti trovo qui, nel momento in cui meno me l'aspetto. Sono anni che le nostre vite si incrociano. Ho visto i tuoi ...
    ... capelli diventare d'argento e tu hai visto i miei, sempre più corti. È possibile vedersi ogni giorno e non guardarsi mai? È possibile che fossi tanto indaffarata e distratta, per accorgermi che eri gentile solo con me, che sorridevi solo a me? Proprio tu, sì, creatura singolare, sociofobica e superba, odiata da chiunque. Eppure è stato così. Ma di più folle, c'è stata la perseveranza di entrambi, nel proseguire un lungo gioco di seduzione, senza che nessuno dei due, abbia mai deciso ad andar oltre. I secondi impiegati per la preparazione del caffè si dilatano, ogni gesto eseguito dall'uomo dietro al banco lo vivo a rallentatore, mi concentro nei suoi movimenti per non farlo su di te, ma i tuoi occhi li sento addosso, ostinati sembrano voler attraversare il vestito e posarsi sulla pelle nuda. Li vedo tramite lo specchio, riflessi nella vetrina, li percepisco dall'altra parte della pagina, aperta sulla cronaca cittadina. Guardo fuori, la tua auto parcheggiata in seconda fila, le quattro frecce lampeggianti sotto la pioggia. Troppo presa dai miei pensieri per notarla prima. Avrei rinunciato al caffè, pur di non incontrarti. Ricordo perfettamente quel giorno in cui il nostro riconoscersi si è trasformato in qualcosa di diverso. Ricordo il mio stato d'animo, nero come oggi, e i tuoi occhi celesti accendersi. Ricordo esserti insinuato nella piccola incrinatura della mia corazza, facendoti strada come acqua, riempiendola goccia dopo goccia. L'acqua è vita, ma può provocare più danni ...
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