-
Cronache di una leccata
Data: 09/09/2020, Categorie: Etero Autore: BlackB
Ero sul suo letto, steso sul suo corpo, cazzo quanto la volevo, ormai doveva averlo capito. Il mio cazzo premeva forte sulla sua gamba, ma lei come sempre sembrava volerlo ignorare. Le nostre lingue si scontravano in una lotta per la supremazia e io cercavo di premere e mostrare quanto la desideravo. Finimmo in poco tempo per ansimare l’uno nella bocca dell’altra. Osai e portai una mano verso il suo seno, da settimane ormai aveva accettato quella mia conquista e ormai non sussultava più come prima, forse era ora di spingersi oltre. Strinsi quella terza tra le mie mani, era una coppa perfetta e i capezzoli già duri riuscivano a farsi sentire anche se erano ancora imprigionati nel reggiseno e coperti dalla maglia. Mi staccai e cercai di non interrompere per troppo tempo il nostro contatto visivo, cazzo forse era la volta buona. Tolsi la maglia e per qualche secondo ammirai quel corpo minuto e quella candida pelle. Continuai a baciarla con foga e senza farmene accorgere sbottonai il bottone dei miei jeans, che premevano dolorosamente sulla mia erezione. Spostai subito le mani al di sotto delle coppe del reggiseno e cominciai a massaggiarlo. Spostai le labbra sul collo e mi beavo dei suoi mugolii. Portai le labbra sul suo petto e la sentii inarcarsi verso di me… lo voleva anche lei, si che lo voleva. Baciai quel seno perfetto continuando a massaggiare l’altro. La sentii trattenere il fiato quando i miei denti si chiusero appena sotto il capezzolo per poi prendere l’altro tra le ...
... dita. - Marco… piano Lasciai il capezzolo e portai la mano al di sotto della sua gonna, cazzo vederla in mini mi aveva fatto impazzire. Le mutande erano bagnate dei suoi umori e alzai lo sguardo verso il suo viso mentre premevo quel tessuto contro di lei e strofinavo le mie dita per la lunghezza della sua fica. - Marco… - ansimò - Lore so che mi vuoi – dissi e portai le dita alla bocca uscendo la lingua e guardandola mentre le passavo sopra. – lo sento. - NO – urlò allontanandosi. Il nervosismo mi assalì e sono sicuro di averla guardata in cagnesco per qualche secondo, poi recuperato un po’ di lucidità, chiesi col tono più paziente che in quel momento potevo avere – perché no? Sei bagnata fradicia, lo vuoi anche tu… - È che… non sono pronta, non mi forzare. Respirai affondo e maledicendola un paio di volte nella mia mente guardai la mia erezione e provai un’ultima carta – posso provare una cosa? Se ti farò anche solo un po’ male mi allontani e prometto di non forzati più. Mi guardò spaventata, ma fui ferreo e aspettai un suo cenno. - Cosa vuoi fare? Chiese la povera ingenua… ma porca miseria sono lì fremente da mesi e tu ancora ti chiedi cosa voglia fare di te? Respirai affondo e ripresi dolcemente a baciarla - Stenditi, mi prenderò cura di te – più di così non potevo sembrare rassicurante, ma fortunatamente mi ascoltò. Le tolsi la gonna con una dolorosa lentezza, e presi a baciarle le cosce. Percorsi con la lingua la coscia destra, fino alle mutande e la guardai sperando di ...