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V.M. 13
Data: 11/09/2020, Categorie: Etero Autore: The nature boy
V.M. 13Giovedì 19 Dicembre 1996Aveva letto giusto Fred...l'insegna recitava proprio la scritta V.M. 13, non era una svista...sorrise all'evidente errore ortografico e si avviò verso l'ingresso del cinema. Quando chiese informazioni al momento di pagare, un cassiera butterata dai capelli unti e la sigaretta che penzolava tra le labbra rispose semplicemente �Giovanotto, questo posto ha più di vent'anni, permetti che l'insegna al neon vada a farsi benedire di tanto in tanto?� Fred pagò e tirò dritto, lasciandosi alle spalle il mondo.Per la prima volta in cinquant'anni aveva varcato l'ingresso di un cinema a luci rosse. Un matrimonio e due figlie fa non avrebbe mai immaginato di trovarsi dove si trovava in quel momento. Era ancora indeciso se quella fosse la decisione giusta. Lui, così ligio nella vita, così eticamente impeccabile, così un marito ideale...ma quelli erano altri tempi e un altro Fred.La prima cosa che lo colpì fu il buio pesto...si immaginava si un luogo poco illuminato, ma così era dura persino camminare senza inciampare...la seconda cosa fu l'arredamento...esattamente come prevedeva...poltrone logore in pelle, di un colore che sapeva di vecchio...come l'aria pesta che circolava spazzata ogni tanto da dei ventilatori posti sul soffitto...erano vecchi anche loro. Non sapendo come muoversi in quel mondo nuovo seguì l'istinto e si accomodò sulla prima fila di sedie alla sua sinistra...stare vicino all'uscita gli dava un senso di sicurezza che davanti non avrebbe ...
... avuto.Il cinema non aveva degli spettacoli precisi, i clienti pagavano e dei film venivano proiettati in sequenza, senza un ordine particolare, per dodici ore al giorno, Domenica compresa. Il sesso non riposava mai e non andava mai in vacanza. La sedia, al di là dell'aspetto consumato era comoda e Fred aveva dovuto lasciare a casa i suoi buoni propositi di igiene senza farsi troppe domande sulla pulizia alla quale andavano incontro i suoi jeans. Così reclinò la testa e si concentrò sulla schermo. Nulla che non conoscesse già...corpi sudati che si intrecciavano, cullati da musiche jazz e new age in sottofondo...aveva sempre pensato che i film porno mancassero di personalità e si accorse che con il passare degli anni le cose non erano cambiate.Poi scrutò la gente in sala...a occhio e croce una trentina in tutto, non male per un Giovedì pomeriggio, pensò Fred...per lo più pensionati, che sperperavano i risparmi di una vita sperando che qualche mano, qualche bocca, fica o culo giustificassero l'aver lavorato per quarant'anni. A prima vista niente donne, si sapeva che questi cinema erano per uomini soli o checche in cerca di soldi facili. Raramente il gentil sesso si sporcava la coscienza graziando qualche fortunato.La pellicola terminò e dopo i titoli di coda (anche gli attori porno avevano i loro diritti) un nuovo film si fece spazio in sala. Fred, finalmente abituatosi all'oscurità, individuò la toilette, spostata di qualche metro a destra dal maxi schermo. Notò anche un viavai ...