-
Il camper - parte 1
Data: 15/09/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: foxtied
... sarebbe…” – “Certo, ma se poi si spiega il tutto e si conferma il comune accordo…” – “Diciamo che vada bene, come vorresti procedere?” – “Possiamo incontrarci qui, lasciare la tua macchina e partire con il camper… ci facciamo un weekend di viaggio, decidendo dove andare, giochiamo come più ci aggrada e poi torniamo la domenica pomeriggio…” – “La meta ha importanza?” – “Ma no, però magari ci si può fermare a mangiare un boccone da qualche parte, la sera del sabato, a pranzo la domenica… anche solo l’idea di mangiare in un ristorante pensando che appena si torna al camper ti lego e ti imbavaglio di nuovo, mi stimola da matti la fantasia!” – “Si, interessante…” Mentre parliamo non posso fare a meno di notare che ha la patta dei pantaloni gonfia, segno che ce l’ha duro, anche se prova a non mettere la cosa in evidenza. “Cosa vorresti farmi sul camper?” gli chiedo proprio per testare la situazione… “Prima di partire ti ammanetto seduto al posto del passeggero, ti metto anche le cavigliere fissate alla base del sedile e magari un collare per bloccarti il collo, tanto i vetri sono quelli schermati e non si vede da fuori se non da vicino… non ti imbavaglierei subito, così possiamo parlare fino alla prima area di sosta dove ti trasferirei all’interno per spogliarti nudo e legarti…” – “Si, interessante… non ti nascondo che la ...
... situazione mi stuzzica, poi?” – “Beh poi, dentro il camper ci sono i letti, sedie, un piccolo ripostiglio… potrei legarti in cento modi diversi e poi usarti tra una sosta e l’altra. Bocca, culo, piedi… sevizie, anche torture se vuoi… si stabilisce”… La cosa lo ammetto, mi eccita alquanto. Continuiamo a parlare per almeno un’ora e alla fine decidiamo di assecondare questa fantasia: l’ultimo weekend del mese si parte, destinazione da concordare nei giorni successivi, comunque in un raggio non troppo lungo partendo da dove siamo ora. A questo punto lo invito a venire nella dependance per bere qualcosa, anche perché inizia a scendere la sera e siamo in alta collina. Apro la porta e gli indico il divano, mentre vado al frigo a prendere due aperitivi, offerti dalla struttura… Mentre apro il frigo mi sorprende con una richiesta inaspettata: “Ti va di togliere le scarpe e farmi massaggiare i piedi? Ci penso da un po’…” La cosa mi spiazza, anche se avrei dovuto aspettarmelo dopo tutte le conversazioni via chat imperniate proprio su quanto gli piacciano i miei piedi. Cerco di dare una risposta che abbia un senso e al contempo non sia solo remissiva: “Beh… magari quando mi siedo potrei accontentarti, ma vediamo ok?” Mi siedo sul divano porgendogli il bicchiere con l’aperitivo… prendo tempo per decidere se accontentarlo o meno….