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La notte dei cazzi volanti
Data: 18/09/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: amolafi
Il proprietario del bar, per preservare la figlia, Monica, da droghe, fumo, cattive compagnie, sesso prematuro e tutto il resto, dopo le elementari l'aveva fatta studiare presso un collegio di suore. Dopo la maturità la ragazza era tornata a casa e frequentava l'università a Milano. La ragazza era alquanto bruttina, magra, con poco seno però era simpaticissima e brillante e quando il genitore non era a portata di voce ci raccontava che in collegio giravano giornaletti porno e che poi, la notte, nei lettini c'era molta agitazione. Raccontava anche di come molte ragazze dormissero nello stesso letto e quando noi, prendendola in giro, le dicevamo che le sue esperienze si limitavano a qualche ditalino e a qualche lesbicata ci rispondeva che non erano affari nostri ma le sue esperienze le aveva fatte. Una sera Beppe guardando le programmazioni dei film vide che in una sala dalle parti di Lambrate davano "La notte dei morti viventi" un classico dell'horror. Chiese chi volesse andare con lui a rivederlo ma l'unico ad accettare fui io. Mentre stavamo uscendo dal locale Monica ci chiese se portavamo anche lei, ne aveva sentito parlare e voleva vederlo. Con il permesso del padre, "di voi mi fido" la portammo con noi. In sala si sedette in mezzo a noi così, diceva, si sentiva più tranquilla. Già alla prima scena di paura Monica si aggrappò forte al mio braccio e per tutto il primo tempo non lo mollò, nell'intervallo le spiegai, ridendo, che gli zombi non ce l'avrebbero fatta ...
... a uscire dallo schermo e che poteva stare tranquilla. Come si spensero le luci per il secondo tempo si aggrappò di nuovo al mio braccio. Dopo un po' mi venne un'idea e volli metterla in pratica. Feci in modo di appoggiare la sua mano sulla mia patta e vi misi sopra le mie mani per tenervela, poi cominciai a muoverla premendola fino a quando il cazzo mi diventò duro, provai ad allentare la presa e lei continuò a palparmi. Aprii la patta e vi infilai la sua mano che cominciò a palparmi a pelle per poi tirarmelo fuori per palparlo più comodamente. Mentre guardavo in giro per controllare che nessuno ci vedesse vidi che stava facendo la stessa cosa con Beppe. La porca! Al ritorno Beppe guidava e lei era al suo fianco ed io sul sedile posteriore, Beppe le prese subito la mano e la infilò nella patta aperta e appena fuori dal ponte di Lambrate le mise una mano sulla nuca e la accompagnò verso il suo cazzo che la ragazza prese subito in bocca cominciando a pompare mentre io da dietro le avevo alzato la gonna ed avevo infilato la mano nelle mutande andando giù in mezzo alle chiappe fino a trovare la passerina infilandovi le dita. Dissi che forse era meglio fermarci da qualche parte e Beppe si infilò nella prima stradina di campagna che trovammo. Scendemmo dalla macchina e cominciammo a spogliarla lasciandola completamente nuda, Beppe abbassati i pantaloni si sedette sul cofano della macchina e mettendole la mano sulla nuca la tirò giù e mentre Monica tirava la pompa io le ...