1. Oktoberfest


    Data: 24/09/2020, Categorie: Etero Autore: suve

    Ciao, sono Mauro e voglio raccontarvi una storia un po� folle che &egrave accaduta all�ultima edizione dell�Oktoberfest a cui ho partecipato.Ho 25 anni e da tre sto insieme a Silvia, una ragazza di 23 anni magrolina alta 1,65, dal seno prosperoso, una quarta, e da un fondoschiena deliziosamente arrotondato che attira più di uno sguardo quando passa per strada.L�anno scorso siamo andati insieme a Luca e Maria, gli amici di sempre, a Monaco per la chiusura dell�Oktoberfest.Era il terzo anno consecutivo a cui andavo ma il primo con Silvia, precedentemente era sempre stato con un gruppo di amici.Con la nostra auto abbiamo percorso le autostrade italiane, austriache e tedesche fino a arrivare all�albergo posto a pochi minuti a piedi dagli stand.Parcheggiata l�auto nel garage e preso possesso delle camere, dopo una veloce rinfrescata, siamo volati agli stand e, sedutici, abbiamo ordinato il primo giro di birra. Avevamo scelto lo stand più grande, dove migliaia di persone cantavano e bevevano in un�atmosfera che���. Beh, chi &egrave stato all�Oktoberfest anche solo una volta sa di cosa parlo.Eravamo posizionati verso il fondo, a un tavolino allo spigolo estremo cosicché su due lati eravamo coperti da una barriera in legno, unita da una colonna e avevo Silvia alla mia sinistra, Maria a capotavola e Luca di fronte a noi.Finito il primo giro abbiamo ordinato da mangiare e ancora quattro birre. L�ottimo galletto e il pane salato facevano scendere allegramente la birra. Io e Luca, ...
    ... discreti bevitori, eravamo tranquilli mentre Silvia e Maria, meno abituate, avevano già gli occhi un po� lucidi dopo il primo bicchiere da litro. Già due volte erano state richiamate gentilmente ma fermamente da un uomo della security che le aveva viste ballare in piedi sulle panche, cosa vietata. Quest�uomo aveva esitato un po� prima d�intervenire godendosi lo spettacolo di due culetti tondi fasciati dai jeans in pieno movimento, e non solo lui, avevo colto anche altri sguardi sulle nostre compagne e qualche commento in diverse lingue tra chi passava lì vicino in un flusso costante da e per i bagni.Avevo sentito un paio di �belle fighe� in italiano e l�equivalente in inglese e francese, più altre lingue che non avevo compreso. Non m�importava, che guardassero pure, anche io ero affascinato dal quel culetto a pochi centimetri dalla mia faccia, tanto più che sapevo che avrei potuto averlo tutto per me da lì a poche ore in albergo.Allo stesso tavolo lungo c�erano altre persone, alla mia destra due ragazze spagnole, di fronte, vicino Luca, un paio di, credo, olandesi, più in là due ragazze tedesche. Con tutti scambiavamo battute e risate in inglese.Ci stavamo divertendo ma Silvia voleva qualcosa di più. Avevamo, io e Luca, chiesto la terza birra mentre Silvia e Maria erano ancora alla seconda. Tutto procedeva allegramente e l�orchestrina stava iniziando la canzone tradizionale �ein prosit� che invitava tutti a alzarsi in piedi e brindare.Silvia posò invece il bicchiere e mi sussurrò ...
«123»