1. Una notte, una voce 1° parte


    Data: 29/09/2020, Categorie: Prime Esperienze Autore: Calmatlantica

    ... reso il gioco molto inquietante. Solitamente di fronte a situazioni del genere bscuck, questo era il loro nick in chat, interrompevano la sessione e passavano a conoscere qualcun altro. A loro interessava un bull in carne ed ossa e molta carne sopratutto quindi erano molto interessati a vedere più che a sentire ma quella voce li aveva irretiti, amichevole, curiosa, li aveva rassicurati e aveva stimolato la loro voglia di raccontarsi. Mai a nessuno avevano raccontato intimamente le loro fantasie sessuali così particolari, nemmeno a quei tre bull improvvisati che si erano offerti di esaudirli ma non erano andati oltre un aperitivo in qualche locale del centro di Milano. Era stato bello raccontarsi, sentirsi capiti, non giudicati. Era stato bello soprattutto per Stefano non sentirsi escluso come da tutti quelli che volevano solo una scopata con Barbara. Da li come niente "la voce" li aveva spostati in un altra dimensione come per magia, semplicemente a parole e con le parole aveva dato sostanza ai loro desideri, guidandoli in un mondo che esploravano, anche se virtualmente, per la prima volta. Era come se a parlare non fosse un'altra persona ma la loro stessa fantasia. Che brividi vedere Luca, l'amico d'infanzia possedere con il suo corpo muscoloso Barbara e che eccitazione per lei sentire il corpo di luca su di sé, liscio, possente e con quel pene le cui dimensioni si potevano tranquillamente desumere dalla sagoma ...
    ... che occhieggiava da sotto gli slip ogni estate, al mare, nella loro isola. Avevano squarciato un velo, avevano capito che si, era possibile! Stefano già si proiettava al giorno seguente quando in caserma sarebbe dovuto essere di nuovo quel sott'ufficiale bastardo che inquadra le reclute, che sensazione immaginarsi uno di quei ventenni alti e atletici tra le cosce di Barbara, mentre lui con la sua pancia e il suo piccolo cazzo sarebbe stato li a guardare umiliato, chissà se sarebbe mai riuscito ad arrivare a tanto, fino a quella sera le riteneva solo fantasie, ora non ne era più convinto, si sentiva più sicuro dei suoi desideri. Barbara provava tenerezza per Stefano e da quando lui le aveva confessato queste sue fantasie aveva tanto desiderato soddisfarle, come d’altra parte si era scoperta molto eccitabile dagli sguardi famelici di altri uomini.
    
    I due stavano li, si guardavano con rinnovata complicità senza parlare, intanto Barbara sorridendo ammiccante aveva liberato la bottiglia di birra dal cellofan, scivoloso perché bagnato dei suoi umori. Stefano si era alzato per prendere il cavatappi e poi a turno bevevano quel liquido schiumoso e amarognolo come se bevessero la sborra del loro amico. Non poterono più trattenere delle sonore risate. Quando la bottiglia era ormai vuota Barbara guardò seria e pensierosa Stefano e disse "sai a cosa sto pensando?" E cercò con lo sguardo il suo cellulare......
    
    Continua
    
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