1. Un anno strano - marianna


    Data: 03/10/2020, Categorie: Prime Esperienze Autore: suntopless

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    Lucio era un ragazzo con dei problemi. I suoi avevano divorziato da alcuni anni ed adesso lui viveva solo con la madre mentre rarissimamente vedeva il padre.
    
    Per non dare a vedere i suoi problemi cercava di essere sempre il più allegro, il più sbruffone del gruppo. Era sempre il primo a gettarsi in qualsiasi impresa, aveva bisogno di attenzioni.
    
    Faceva parte del mio gruppo, lo frequentavo, ma non era certo uno dei miei migliori amici.
    
    Spesso quando se ne presentava l’occasione, sempre per mettersi in mostra, era quello che beveva di più, anche mischiando alcolici differenti.
    
    In queste occasioni era sempre il primo ad ubriacarsi ed al termine della serata era di gran lunga quello conciato peggio.
    
    Fu proprio durante una di queste occasioni, durante una bellissima festa in una villa di un’amica che festeggiava il compleanno, che Lucio esagerò.
    
    Esagerò nel senso che si mise a bere sin da subito quantità industriali di alcol.
    
    Per la verità un po’ tutti quella sera si lasciarono un po’ andare. L’alcol sembrava essere alla base della serata. Però, anche se gli altri erano chi più chi meno brilli, quello che prese una sbornia storica fu proprio Lucio.
    
    Anch’io avevo bevuto, come tutti. Mi sentivo un po’ su di giri, ma non di più. Ero piuttosto cosciente e presente a me stesso.
    
    Mi resi conto prima che la serata finisse che Lucio stava davvero male.
    
    Vomitava di ...
    ... continuo. A volte crollava letteralmente a terra. Era sudato come non mai. E continuava a bere!
    
    Passava da momenti in cui non aveva neanche la forza di reggersi in piedi ad altri in cui la sua euforia lo portava a diventare violento cercando di picchiare chiunque gli capitasse a tiro, maschio o femmina che fosse!
    
    Decisi di portarlo via, decisi di portarlo al pronto soccorso.
    
    Ne parlai con qualcun altro, ma ero quello in condizioni migliori. L’unico che potesse guidare decentemente.
    
    Andai da Lucio e gli dissi chiaro cosa volevo fare, dove volevo accompagnarlo.
    
    Lo beccai in un momento di ira e mi si scagliò contro.
    
    Fortunatamente i miei riflessi erano migliori dei suoi in quel momento e riuscii a schivare i colpi che tentava di darmi.
    
    Aspettai quindi che ritornasse in quello stato semicomatoso che avevo notato prima.
    
    Mi aiutarono altri due amici e lo prendemmo di peso fino a posizionarlo nella mia auto.
    
    Mi avviai verso il pronto soccorso. Lui sembrava quasi dormiente.
    
    Si destò chiedendomi dove fossimo diretti.
    
    Aveva una voce flebile.
    
    Quando gli risposi mi chiese il favore di accompagnarlo invece a casa.
    
    Di lui si sarebbe occupato la madre. Del resto lei era un’infermiera.
    
    Obbedii e cambiai tragitto.
    
    Lungo la strada per ben due volte dovetti velocemente accostare per dar modo a Lucio di aprire la portiera e vomitare.
    
    Sudava ed aveva un volto bianco cadaverico che non mi piaceva affatto.
    
    Sotto casa sua feci una fatica indescrivibile a ...
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