1. La figa


    Data: 05/10/2020, Categorie: Etero Autore: pocceddo74

    A me piacciono le storie vere, ma questa è una storia quasi vera, perché non
    
    sempre i nostri desideri s'incontrano con la realtà.
    
    "Come splendidi corpi di defunti sempreverdi
    
    pianti e sepolti dentro un mausoleo
    
    la testa fra le rose, coi gelsomini ai piedi -
    
    tali a noi sembrano i desideri che passarono
    
    senza avverarsi mai; e non uno che trovasse
    
    la sua notte di voluttà o un suo mattino lieto."
    
    Constantinos Kavafis
    
    Conobbi Alessandra nella mia città - quale non ha importanza -, dove lei si
    
    trovava in ferie.
    
    Alessandra aveva gli occhi grandi, da cerbiatta ed il naso all'insù.
    
    Soprattutto aveva un magnifico paio di gambe: solide, perfettamente
    
    disegnate, gambe da ballerina, e le gambe - come dice una vecchia canzone -
    
    a me piacciono di più. Il culo, pure quello era ben fatto: rotondo,
    
    sporgente, come tutti i culi belli. Aveva pure le tette grosse -
    
    irresistibile -. Infine era 'scoppiata': non solo nel senso di libera da
    
    legami - ed era questo che m'interessava -, ma - come dopo avrei scoperto -
    
    in preda a neurosi da matrimonio.
    
    Decisi perciò ch'era degna d'ogni mia attenzione, laddove lo scopo delle
    
    attenzioni medesime era appunto ed esclusivamente lo 'scopo'. Per farla
    
    breve, l'equivoco (grosso equivoco) sugli scopi reciproci - si veda
    
    l'anzidetta neurosi da matrimonio - m'indusse a trasferirmi a Milano, presso
    
    di lei.
    
    La decisione non fu però immediata. Dopo che lei fu tornata a casa, colsi la
    
    prima ...
    ... occasione per andarla a trovare. Arrivai a Milano nel primo pomeriggio
    
    di una calda giornata di settembre e, naturalmente, appena fummo soli a casa
    
    sua, ci provai.
    
    La prima volta ci masturbammo reciprocamente. Non badai al fatto che,
    
    contrariamente alla maggioranza delle donne, quando sono al culmine
    
    dell'eccitazione, non chiese d'essere penetrata.
    
    Alessandra, com'ella stessa dichiarava, era infatti 'clitoridea': non
    
    riusciva a raggiungere l'orgasmo con la sola penetrazione, ma, durante il
    
    coito, aveva bisogno di una costante, intensa stimolazione del clitoride: un
    
    vero stress.
    
    Un po' per evitare lo stress ed un po' perché ho una specie di fissazione,
    
    mi dedicavo molto al sesso orale, nel senso del cunnilingus.
    
    Non che ch'ella rifiutasse la fellatio, ma lo faceva più per debito di
    
    reciprocità che per piacer suo. Il suo era un lavoro meccanico, privo di
    
    trasporto, di un minimo di passione. Mi diceva:
    
    "Avvertimi quando stai venendo."
    
    Una sapiente fellatrice riesce a sentire l'approssimarsi dell'orgasmo
    
    maschile - credo -. Ad una sapiente fellatrice non fa schifo ricevere lo
    
    sperma in bocca - salvo poi sputarlo subito dopo -.
    
    Non le dissi mai che la sua era una vana preoccupazione: difficilmente
    
    sarebbe mai riuscita a farmi venire in quel modo. Non saprò mai cos'avrebbe
    
    fatto, se l'avessi avvisata.
    
    Il cunnilingus era dunque la costante dei nostri rapporti.
    
    La fica di Alessandra era una bella fica.
    
    Leccargliela ...
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