1. Matilde 02-20 - sodomizzando michele


    Data: 08/10/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: Alex46

    ... coito a muro avviene e non possiamo che risvegliare le voglie di Debra, che quindi afferra il vibratore e se lo infila ronzante nella figa.
    
    - Siete sempre i soliti, non mi date mai niente – dice con voce fintamente piagnucolosa – e a me tocca fare tutto da sola.
    
    - Ma se ti ho fatta appena sborrare per cinque minuti di seguito – riesce a dire Michele mentre mi fotte da dio.
    
    - Sì, ma non mi hai ancora messo dentro quel cazzo, brutto stronzo. Come ve lo devo dire che senza cazzo non resisto – e intanto si sente lo sciacquio del vibratore nella sua figa fradicia.
    
    - Vieni qui allora – che ce n’è anche per te – la invita Michele.
    
    Lei non se lo fa ripetere due volte, si mette vicino al muro accanto a me e aspetta. Non si è neppure tolta il vibratore dalla figa.
    
    Ci pensa Michele e subito dopo me lo porge: - Adesso tocca a te...
    
    Al che sbatte il cazzo nella figa di Debra che emette un sospiro di goduria profondo, come se le fosse arrivato all’intestino. Io intanto m’infilo il vibratore in figa, sperando che i due mi diano un po’ d’attenzione. So infatti che Michele le sborrerà dentro.
    
    Mentre i due scopano, io mi sbatto con il coso e intanto pronuncio parole senza freni: - Ma lo sapete che mi fate morire di eccitazione? È più bello vedervi quasi che farlo. No, non è vero, ma quasi... Valentina si è adeguata facilmente alle fantasie del marito. Una vera grande troia. Ma noi lo siamo di più, vero Debra?
    
    - Sì, noi lo siamo di più con il cervello, sembra che non ...
    ... ci bastiamo così e invece ogni volta riaffermiamo che l’amore è più importante. Un uomo e una donna come voi... non me li lascerò mai portare via. Voi siete tutto il mio mondo.
    
    - Siamo il tuo amore, però intanto tu te lo sbatti e io sono qui a farmi da sola, neanche fossi al cesso del mio ufficio.
    
    - Oh, poverina!
    
    - Però è bello che vi ho accanto, che godo come voi, con voi.
    
    Michele tace, ma se la tromba alla grande, è in serata da grande uccello. Un portento. Debra sta per godere, lo si sente dal suo respiro affannoso, dai suoi rantoli sempre più evidenti. Lei lo tiene sui lombi, se lo stringe, lui tende a sollevarla, aiutandosi con le mani che le tiene sui fianchi. Le tette, compresse sul suo torace, fanno quasi rumore come la figa, che ormai è un oceano di liquido.
    
    Io mi faccio sempre più veloce, voglio sborrare assieme a loro, poi vedremo come andrà la serata. Magari finirà qui, magari usciamo per poi disfarci ancora un po’ più tardi, alle due o alle tre. Non sarebbe la prima volta. E del resto uscire, senza neanche metterci in ordine, con la figa ancora bagnata e sborrata di donna e di uomo, è estremamente eccitante. Questo sì che sarebbe una prima volta. Mi vedo fuori, camminare entrando nel locale, gli uomini che ci guardano e noi più troie che non si può, zoccole che sembra siano entrate lì per prendere più cazzi possibile. E invece vanno lì solo per riposare, per sentire un po’ di buona musica e per eccitarsi ancora di più guardandosi, come se gli altri ...
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