1. Senza futuro, nè presente


    Data: 08/10/2020, Categorie: pulp, Autore: Alba17

    ... partito. Altri, sottoposti a tremende torture, avrebbero ammesso qualsiasi cosa pur di vederne la fine. E così firmavano la loro condanna, e anche quella dello sfortunato amico o conoscente contro il quale si sarebbero ritrovati a testimoniare. Lui conosceva queste torture. Le aveva subite sulla sua pelle, ma era giovane, era forte... aveva sopportato il dolore e non aveva fatto la spia. In prigione lo rispettavano. Sapevano della sua resistenza, l'ammiravano, lui non aveva tradito nessuno. Nessuno era stato messo in prigione per colpa sua. Lo ritenevano un eroe, e lui ne andava fiero. In prigione si sapeva tutto di tutti, perché tutti venivano sbattuti di qua e di là, da una prigione all'altra del Paese, e tutti portavano informazioni sui compagni di cella o i loro spietati torturatori. In prigione si sentivano le urla acute di chi veniva torturato e si riconosceva dalla voce lo sfortunato che le subiva. Ma lui non era l'unico che aveva resistito a tali torture. C'erano altri coraggiosi come lui. Pochi, ma c'erano. E poi, lui non era solo. Aveva un motivo per resistere. Aveva il ricordo di Speranza che gli dava forza, la speranza di riabbracciarla, un giorno. La sua bella Speranza, che, ogni volta che lui negava di testimoniare contro i suoi amici, lo guardava con orgoglio, gli sorrideva, sembrava gli dicesse: "bravo amore mio!". E, quando le torture persistevano, quando la sua carne veniva lacerata dalla frusta, quando tutto il corpo bruciava, allora si estraniava da sé ...
    ... stesso e, con la mente, andava nella loro camera, nel loro nido d'amore e cominciava a prenderla con tanta forza... Ogni colpo, ogni domanda, ogni incitazione: "parla! Non vale la pena che ti sacrifichi. Non pensare agli altri ma a te stesso" in quei momenti lo facevano ridere. Non sentiva più dolore. La sua Speranza lo leniva con i suoi baci delicati e passionali. Non poteva parlare, perché la sua bocca era piena, dei suoi seni, della sua lingua. Vedendolo che rideva mentre veniva picchiato, pensarono fosse impazzito. Così, smisero di torturarlo. Ah, se invece avessero saputo cosa lui stesse davvero provando! Ma, per sua fortuna, non potevano imprigionare l'amore, né i suoi pensieri che volavano ad esso. La sua Speranza andava spesso a trovarlo i primi due anni. Ma, quando lo trasferirono in una prigione in mezzo alle montagne, le sue visite si fecero sempre più rare, fino a cessare del tutto. Anche alle lettere toccò lo stesso destino, ormai non ne riceveva più da tempo. Nel suo cuore sapeva che lei si era stufata ad aspettarlo. Era giovane, bella, non valeva la pena che si rovinasse la vita per un prigioniero politico. Sì, politico, perché in dittatura i ladri e i delinquenti erano più tollerati e rispettati di lui. Erano più protetti dalla legge. Il destino di un prigioniero politico, invece, era segnato dal dolore e dall'umiliazione. Senza neppure il miraggio di una seconda possibilità. Pensò a tutto questo mentre fumava quella specie di sigaretta. Poi, si alzò e si diresse ...