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La solitudine dei singoli primi
Data: 13/10/2020, Categorie: Etero Autore: Wthinking
... lei. A volte faccio troppi paragoni, su conoscere una ragazza semplice, offrirle una cena, corteggiarla, riuscire a portarla a letto, ma di certo non glielo potrei mai mettere subito in culo. Alla prima sera! Sarebbe bello mi stupisse, ma sono fottutamente pigro e ormai questa vita mi ha viziato, mi è concesso tutto e di più, ciò che viene detto di me pare abbia la precedenza su tutto. La prima sera che conobbi questa coppia, il gioco dei ruoli fu che dovevo entrare a luci spente, farmi spompinare dalla lei non bendata, venirle copiosamente in faccia, rimettermi i pantaloni ed andare via. Il patto con lui è che dopo avrei dovuto conoscerla, ma lei non avrebbe mai dovuto sapere che il singolo di quei giochi fossi proprio io. Una volta per stuzzicarla , Nunzio le chiese se quel sapore lo avesse già sentito da qualche parte, ma lei non ha mai sospettato che fossi io, perché se lo ricorda con gambe più muscolose e più alto e poi per sviarla le fu detto che quel singolo non l'avrebbe visto più. Che intrigo. Fede è una di poche parole, forse perché non è che lui sia un grande chiaccherone , ci piace iniziare quasi subito, a me interessa così, anche a loro, dunque il tempo dei convenevoli e lei è già a novanta in una bella succulenta doppia, il culo ovviamente mio. Lo è da sempre, lei dietro lo prende solo dai singoli extralarge, è la sua fantasia. Io non duro mai tantissimo, lei si muove troppo bene, ma è il compromesso raggiunto tra il non farle troppo male e la nostra ...
... soddisfazione. Nel giro di 10 minuti è già zuppa di lui, io sempre protetto, nel culo poi! Però una volta capitò che non riuscendo a venire, me lo tolsi e mi implorò di venirle dentro, ero troppo eccitato e capitò. Quello che vidi dopo però mi sconcertò, Nunzio intento a leccarle dietro con tutta la mia roba...mi ricordai che finsi un contrattempo, non riuscii più a giocare. Ci sono cose che tutt’oggi dopo centinaia di incontri non riesco a concepire, forse c’è ancora qualcosa del vecchio me, vivo, ma non so dove. È già notte fonda sono quasi le quattro, sono stanco, scambio quattro chiacchere con loro, sempre affabili ed ospitali. Tento di rivestirmi, ma lei questa sera ha lo sguardo voglioso, lo capisco sempre quando non è abbastanza appagata, mi sbottona per bene i pantaloni appena allacciati e mi porta nella camera dei bambini che sono dai nonni. Chiude la porta e si fa inculare per bene ancora una volta, poi la scopo violentemente davanti e mi piace sempre perché esagerando forse un po’ troppo urla sempre come una forsennata, per farsi ascoltare da Nunzio. Lui è eccitatissimo che si sega in soggiorno con la ricetrasmittente dei bambini vicino all’orecchio. Quello che mi piace di lei è che usa sempre termini al limite del consentito, chissà i vicini cosa pensano quando urla “Spaccami il culo” o “Sborrami nel colon”. A volte provo quasi vergogna, ma in fondo mi eccita e mi piace quando perde totalmente il controllo venendo e tremando come una foglia. Così con i saluti, ...