1. Una birra in una sera d'estate


    Data: 20/10/2020, Categorie: Etero Autore: Signorina M

    ... leggerezza. Si voltò lentamente ripetendosi fra sé e sé - dimmi che sia lui. Aspettò un secondo, si immedesimò nel personaggio, girò lentamente tutto il corpo così che la sua mano la seguisse, abbracciandola appena. Ok, volentieri, usciamo.Appoggiata al cofano di una macchina, ascoltava, controbatteva, ridevano. Da discussioni senza senso passarono alle solite frecciatine, frasi con qualche doppio senso, allusioni minute. Lei era imbattibile, era il suo terreno di gioco preferito. A parole se la cavava benissimo, era sarcastica ed affilata, e in fatto di allusioni poteva spingersi davvero oltre. Lei non riusciva a staccare gli occhi dalle spalle di lui, dalle braccia muscolose che spuntavano dalla tshirt, dal tatuaggio che gli decorava la pancia e che faceva capolino dalla cintura dei pantaloni. Sicuramente faceva qualche sport, sicuramente sapeva muoversi e al pensiero di una rissa di anni orsono, l�immagine la fece fremere nelle mutante.Finita la sigaretta e passato qualche minuto, lei si sollevò dal cofano per rientrare. Quando era in questa fase si muoveva in modo sinuoso, distrattamente ammiccante. Metteva in mostra la mercanzia, ma in un modo così sottile da sembrare la cosa più naturale del mondo. E sapeva che gli occhi di lui l�avrebbero notato.Al tavolo ormai era evidente a tutti che la conversazione fra loro scorreva più fluida ed affiatata, e gli altri avevano deciso di proseguire a parlare per i fatti loro. Alla birra a cui erano arrivati, a lei tutto questo ...
    ... non appariva poi così evidente, si solo sentiva libera e disponibile. La sensazione migliore che l�alcool può regalare. Due birre ancora e per un lunedì era diventato davvero tardi. Andiamo! Cominciò a dire qualcuno. Ok, finish. Pensò lei girandosi verso il suo amico per tornare alla macchina: ei ti scoccia, vado dall�altra parte rispetto a casa tua. Hai detto che abiti qui dietro, ti porto io vieni. Cazzo gli amici esistono davvero, si scambiarono un�occhiata in grado di dirsi tutto, lo bacio, grata di essere stata spinta letteralmente nella macchina di lui e se ne andarono.Camminarono fino alla macchina, continuando a ridere. Effettivamente avevano bevuto un po� troppo, quindi il fatto che lui la tenesse a braccetto e la sfottesse un pochino poteva ancora starci. Arrivarono alla macchina e lei si appoggiò di schiena, un secondo, per aspettare che lui facesse il giro per aprire a portiera. Ed invece lui le passo una mano fra i capelli, si sporse in avanti avvicinando il viso al suo e la baciò. Prima una volta, sulle labbra, poi la guardò negli occhi, sorrise, e la baciò i nuovo. Questa volta si baciarono profondamente, lei arcuò la schiena per far sentire il proprio corpo e gli passo un braccio lungo la schiena. Era muscolosa, scorse con la mano lungo i bicipiti, insinuandosi appena sotto la maglietta. Lui la accarezzava lungo i fianchi, la schiena, la stringeva per farle percepire il suo cazzo duro sotto i jeans. Ma non la toccava, niente seno, niente sedere, la avvolgeva e ...