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Fast food e ricordi
Data: 22/10/2020, Categorie: Etero Autore: Cavernoso
Parte 1 Carlo stava tornando dalla partita di tennis e per una volta dopo anni aveva voglia di fast food. Per fortuna nella sua città erano aperte varie catene, così era possibile trovare almeno un ristorante aperto nel tardo pomeriggio di una domenica di Giugno. Si diresse verso quello più vicino e parcheggiò la macchina in un posto all’ombra, anche se il più isolato nel grande parcheggio del fast food. Entrò e lo colpirono subito due cose: l’aria condizionata altissima, che gli fece venire la pelle d’oca e la commessa al bancone, che gli fece venire un formicolio nella zona intima. Simona. Una sua ex. Ricordava l’estate infuocata che avevano passato, 3 mesi di fuoco, letteralmente. Ricordò quel piano interrato umido della propria casa al mare, dove passarono gran parte del mese di Agosto completamente soli. Nessuno andava mai lì, poiché ancora da completare, ed aveva un ingresso separato e quasi nascosto. “Ciao, cosa prendi?” “Ciao Simona. Prendo un menù 12 grande” “Fame dopo il tennis?” “Eh sì. Ho voglia di qualcosa di sporco” “Come al solito” Era un doppio senso? Simona si riferiva a loro due con quel come al solito? Carlo rimase un po’ imbambolato, beccandosi qualche battutina della ragazza. Pagò, attese l’ordine ed andò a sedersi in un punto che gli permettesse di essere lontano dalla gente ma di poter buttare un occhio distratto verso Simona. Portava i capelli neri e liscissimi fino alle spalle, doveva averli accorciati di recente. Aveva un corpo che faceva impazzire ...
... Carlo: non era pelle ed ossa ma non era nemmeno troppo in carne, aveva un corpo pieno, che ti dava soddisfazione a toccarlo, e che possedeva forme armoniche, aiutato dal metro e settanta di altezza. Nonostante fosse passato un anno dalla storia, avevano continuato a sentirsi, fra auguri ai compleanni, alle feste, tramite i social. Era capitata qualche scopata, un pompino del tutto a caso, ma lui non la considerava una facile. Semplicemente scopavano bene, si divertivano ed erano giovani. A chi dovevano dare conto? Addentò il panino, poi guardò la sua ex, che gli dava le spalle per friggere delle patatine. Quell’appartamento non era arredato, se non per un bagno incompleto ma funzionale, la cucina rudimentale ed un letto matrimoniale. Veniva usata solo dal padre, quando veniva d’inverno a portare avanti i lavori. D’estate preferiva ovviamente stare nell’altro appartamento, completo di tutto, e non aveva voglia di lavorarci, perché stava in ferie. Simona gli dava le spalle mentre riempiva la caffettiera. Carlo guardava quel culo perfetto, sodo ed alto, messo in risalto dal costume rosso, armonioso con la sua figura. Simona canticchiava e si muoveva a ritmo, sinuosa ed invitante. Carlo non riuscì a resistere molto. Si alzò, le mise le mani sui fianchi e la tirò a sé, facendole sentire il pene già barzotto fra le chiappe. “Oggi sei insaziabile.” Sì, lo era. Con la mano destra salì verso il seno, verso quella quarta piena. Con due dita entrò sotto il reggiseno e seguì la forma del ...