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Sandra
Data: 25/10/2020, Categorie: Prime Esperienze Autore: PickaDick
... palese. Un giorno avvenne che uno dei cassetti della sua scrivania si fosse bloccato e nonostante gli sforzi di vari volontari non ne volle sapere di aprirsi. Venne l’uomo dalla manutenzione con una sbarra. Forzò il cassetto rompendolo da cui piovve una cascata di carte sul pavimento. Sandra era bella per tutti e non solo per me la macchina burocratica si mise in moto: la mattina dopo al posto della vecchia scrivania ce n’era una nuova fiammante. Sandra rimase sorpresa e contenta. Poco dopo apparve l’uomo viscido dell’Ufficio acquisti per estrarre la sua parte di ringraziamenti, sorrisi e perfino l’offerta di un caffè al bar di sotto. Le altre: mute e apparentemente indifferenti. Sandra torna e mette a posto le sue carte. E poi si siede. Visione! La nuova scrivania ha un’asse di traverso sul fronte ma fra l’asse e il piano di lavoro c’è uno spazio di quindici centimetri e… le gambe di Sandra sono in bellissima mostra. La sua gonna sempre aderente à salita rivelando oltre metà di quelle colonne. Grazie signore della tua provvidenza! Sandra si accorge che le sto guardando le gambe. Le accavalla, le scambia, le allunga, le apre le chiude. Nessuno si accorge di nulla perché i tavoli sono troppo vicini e nessuno ha una vista diretta. Ora lo so che lei vuole che io la guardi. Perversione! Perversione! I miei sogni continuano ad essere turbati da visioni di Sandra in tutte le guise e in tutte le posizioni. Non c’è nessuno in ufficio. Solo noi due. Mi parla. Mi dice che ...
... ha un mobile a casa che vorrebbe spostare e non ce la fa da sola con la madre anziana. Certo, dico, mentre il cuore mi sale in gola e mi sforzo di non tradire il mio entusiasmo. Mi lascia il suo indirizzo su un bigliettino chiedendomi di non dire nulla agli altri, per discrezione. Certo, capisco. Il giorno arriva e mi reco all’indirizzo del bigliettino. Suono e lei apre. Indossava una vestaglietta leggera per i lavori di casa e le pantofole. Era bella lo stesso. Non si potevano nascondere le sue doti nemmeno in una vestaglia non attillata. Parliamo per un poco e poi mi indica il mobile, anzi i mobili da spostare. La madre non c’è è andata fuori città da una sorella e non sarebbe stata di nessun aiuto. Sono d’accordissimo penso, dietro un sorriso che nasconde pensieri di altro ordine. I mobili sono pesanti e consiglio di vuotarli. Così tutto il suo guardaroba viene vuotato su letti e divani. Cassetti vuotati di tutto, incluse tutte le sue mutande, mmm, le guêpières, i reggiseno. Tutto. Era la prima volta che passavo in rassegna il guardaroba intimo di una donna che non fosse un famigliare. Che pensieri potevo avere? Ma un impegno è un impegno e bisogna portarlo a termine. Il giorno è caldo. Spostiamo i mobili e entrambi sudiamo. Io più copiosamente di lei. La aiuto a rimettere tutto il guardaroba a posto a spolverare e poi mi dice con tono perentorio di fare una doccia. Mi porge un asciugamano, una bustina di shampoo e mi porta nel bagno mi fa entrare nella vasca, tira ...