-
La vedova
Data: 28/10/2020, Categorie: Etero Autore: 4occhi
Non era possibile, era tornata in città. Erano passati sette anni dal suo matrimonio con quel vecchio bavoso di notaio, aveva scelto di sposarsi per soldi un decrepito uomo di settantanni !! Lo schifo lo assalì nuovamente, era una ferita che era rimasta sempre aperta, in tutti quegli anni lui non aveva mai accettato di essere scartato al posto di un nonno invece che di un giovane uomo di trentanni che l’avrebbe amata come doveva…ma ora lui era morto. E lei era tornata libera…doveva incontrarla. Aveva voglia di trattarla male, l’avrebbe schiaffeggiata se avesse potuto, voleva farla sentire come la puttana che era…Il fato lo aiutò. Si occupava di ristrutturazioni edilizie e venne interpellato per la risistemazione di un palazzo in centro, arrivò all’appuntamento in orario e un maggiordomo lo fece accomodare in un piccolo salone che strideva con tutta la magnificenza della struttura, piena di affreschi, stucchi dorati. La stanza era accogliente, un grande camino ospitava un bel fuocherello, sulle pareti scaffali di libri, un divano e delle poltroncine, una imponente finestra con tendaggi pesanti di velluto e in un angolo una scrivania. Il suo cuore si bloccò, lei era seduta là, calma e fredda, lo guardava senza far trasparire nessuna emozione..ah, si ricordò che anni prima era stata soprannominata “Il ghiacciolo” e lui non era mai riuscito a distruggere quella nomea che si era creata e a vedere cosa c’era sul serio dentro. Lei si alzò e gli andò incontro: “ Come ...
... stai Francesco? Sono lieta di vederti” Si ricordava il suo nome…”Che piacere, Stefania, come stai? Non sapevo che questo palazzo fosse tuo”…si strinsero le mani, brividi percorsero le loro braccia, una tensione mai assopita si risvegliò prepotente e costrinse lei ad allontanarsi un poco. La conversazione si spostò sul lavoro che lei aveva bisogno lui facesse al la casa. Lei era bellissima, alta, mora con una cascata di capelli mossi che le arrivava al sedere, occhi neri come la pece, un viso regolare con due labbra piene, generose curve erano coperte da un vestito molto elegante di cashmere nero fatto tutto di un pezzo col collo alto…Ma lui la odiava…le parole gli scivolavano addosso, si sentiva come proiettato in un’altra dimensione. Basta!!! Fu così che tutto ad un tratto corse alla porta e girò la chiave nella serratura e poi sempre velocemente ritornò, lei rimase di stucco non capiva cosa stava accadendo. La prese per le braccia e la buttò sulla scrivania girandola sulla pancia, si mise dietro e le tirò su il vestito fino alla vita, giu le mutande, poi si chinò su di lei e avvicinandosi all’orecchio le disse : ”stai ferma, non vorrai che ti veda così qualcuno, lo sai che sei una puttana…oggi sarai la mia!” “Ti prego Francesco non sai cosa stai facendo, smettila!” “Oh si che lo so, ti prendo…è da anni che ti voglio!” e così scese col viso all’altezza del sedere, bello, rotondo e sodo. Le aprì le chiappe e ci mise dentro la faccia, la sua lingua la leccò, ...