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La Prof. di Inglese
Data: 31/10/2020, Categorie: Etero Autore: Ste284
Sono Stefano, ora ventiseienne, ragazzo biondo, occhi azzurri fisico magro ma ben definito. All'epoca avevo 19 anni. Ero un anonimo alunno del liceo linguistico, studiavo tra le altre lingue l'inglese. Avevo una professoressa di nome Ilaria, molto molto bella, sexy. Aveva tra i 28 e i 32 anni. Non altissima, pelle olivastra, capello lungo e nero come la pece, un viso molto carino, occhi marrone scuro, fisico splendido, ex pallavolista quindi vi lascio immaginare che meraviglioso culetto potesse avere e che cosce da sballo. Una terza di seno. Amavo molto frequentare le sue lezioni, insegnava bene, sapeva coinvolgere i suoi alunni e far risultare interessanti anche le lezioni più noiose e pesanti. Era molto simpatica e divertente. Io la fissavo sempre quando spiegava, amavo vedere come muoveva in maniera molto sensuale le labbra, come faceva guizzare gli occhi per guardarsi in giro e vedere se i suoi alunni la seguivano e stavano attenti. Aveva un bellissimo sorriso, sexy, provocante, sincero, erotico... Io da sempre avrei dato tutto per andare a letto con lei, provare a vedere che tipo era sotto le lenzuola, se dolce, romantica oppure una pantera scatenata affamata di sesso e di orgasmi. Per moltissimi mesi lei è stata una delle protagoniste delle mie fantasie erotiche, sogni e lunghissime e bagnatissime sessioni di auto-erotismo. Diciamo pure che la maggior parte di macchie bianche secche sul mio copri materasso e sulle mie lenzuola le si devono alla sua immagine e ai ...
... pensieri più proibiti su di lei. Non avrei mai pensato che una sera si sarebbero potuti avverare, e molto più intensi e spinti di quelli che avevo sempre immaginato. Eravamo in gita di classe, eravamo andati a Roma con la classe, per visitare dei monumenti e dei musei per arte. Lei faceva da insegnante di supporto al docente di educazione artistica, siccome eravamo in 2 classi erano richiesti almeno 3 insegnanti, poi comunque per un docente è una specie di vacanza andare in gita con la classe, per cui era più che lieta di venire. Insomma arriviamo in città la mattina inoltrata, giriamo per chiese e rovine tutto il giorno, poi la sera torniamo tutti in albergo per cenare. Finita la cena una parte degli studenti con 2 insegnanti hanno potato per uscire ad assaggiare un pochino di vita notturna romana, mentre pochi altri (tra i quali il sottoscritto) sono rimasti in hotel a bere qualcosa per poi ritirarsi in stanza e dormire presto. L'insegnante rimasta con noi era proprio Ilaria, la mia adorata prof. di Inglese. Così una volta consumato l'alcol ci siamo salutati tutti e siamo rientrati ciascuno nella propria stanza. Mi incammino per il corridoio, arrivo alla porta della mia camera e vedo con estremo stupore che dietro di me c'è qualcuno che cammina. Mi volto ed è lei, Ilaria che faceva la mia stessa strada. Così le domando dove avesse la camera, e lei con un larghissimo sorriso mi indica la porta accanto alla mia. E io felicissimo sorrido e apro la porta della camera. Con una certa ...