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La Prof. di Inglese
Data: 31/10/2020, Categorie: Etero Autore: Ste284
... amarezza vedo che la camera dove alloggiavo oltre ad essere piccola era anche abbastanza bruttina e triste, cosi faccio un commento ad alta voce ed attiro l'attenzione della mia prof. vicina di stanza. Lei si avvicina, contempla lo schifo e mi dice: " Vediamo se io sono stata più fortunata". Cosi apre la porta della sua stanza e in effetti si lo è stata. La sua era una doppia, più pulita e luminosa della mia. Io esordisco con:" Eh immaginavo, voi insegnanti non vi confondete mica con noi alunni, non vi mischiate mica con noi comuni mortali" (ridacchiando). Lei mi guarda negli occhi, uno sguardo intenso, di fuoco... E mi dice:" beh beh!, secondo me ti sbagli di grosso, vieni vieni che ti faccio vedere io se non mi immischio". Mi fa cenno di entrare in camera, io entro senza battere ciglio. Si chiude la porta dietro le spalle e mi dice:"Guarda che ti vedo sai... in classe... vedo come mi guardi... si vede che sei molto interessato". E poi continua:" Sei un bravo ragazzo, credo tu ti sia meritato un giretto con la tua prof., fammi vedere cosa sai fare". A quel punto si toglie le scarpe, i calzini, il maglione di cotone e la maglia di seta che aveva sotto quest'ultimo. Rimane così con il reggiseno e le mutandine. Biancheria non molto raffinata ma su di lei estremamente sexy. Io, rimasto quasi paralizzato e travolto dall'eccitazione per questa inaspettata situazione, mi tolgo di dosso tutto, velocissimamente, quasi strappandomi i vestiti di dosso. Rimango completamente nudo, con ...
... il cazzo durissimo e già "umido". Lei si slaccia il reggiseno e lo lascia cadere al suolo. Il suo seno stupendo, sodo, scuro con due capezzoli neri ed appuntiti sembrava scolpito da un abilissimo artigiano su un legno pregiatissimo. Sodo, bello, ben fatto. Concepito apposta per essere succhiato da un amante esperto. Poi le sue mani calano sulle mutandine. Le afferrano, le sfilano molto lentamente, scoprendo passo passo una vagina deliziosa, depilata totalmente, con delle grandi labbra più scure del resto del corpo, leggermente in fuori ed estremamente invitanti. Le mutandine scivolano al suolo e lei sfila i suoi deliziosi piedini dalle stesse, prima uno, poi l'altro. Con grazia divina. Eccola la, completamente nuda, eccitata, bagnata, pronta, caldissima. E io allora non esito. Mi avvicino a lei de inizio a baciarla. Assaporo il sapore della sua saliva, della sua lingua, del suo palato. Divina. Limoniamo così, in piedi, nudi, avvinghiati, per circa una decina di minuti. Poi io mi stacco. La guardo negli occhi (che erano lucidi con le pupille dilatatissime per l'eccitazione) ed inizio a scendere con la lingua. Prima i seni, degusto il loro sapore dapprima timidamente, poi con crescente foga e impeto. Succhio i suoi capezzoli neri come l'ebano fino a farli diventare duri come il marmo. I suoi gemiti di piacere accompagnano il mio e lo accrescono. Poi scendo ancora, arrivo all'ombelico, lì mi fermo per poco, giusto il tempo di un salutino per poi riprendere il mio viaggio verso la ...