1. Labbra e miele


    Data: 01/11/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: single80fe

    A volte capita, all’improvviso, come quando ci si risveglia da una trance. Si sta pensando a tutt’altro, la testa è completamente altrove, e all’improvviso riparte la coscienza di sé, e si riprende consapevolezza.
    
    A me sta capitando ora, mentre lei è sopra di me, a colare miele sulla mia bocca, sulla mia lingua, sulle mie labbra. Un miele dolce e aspro, denso, più denso del mio. Non so perché penso a questo ora mentre sento la lingua di lui giocare con il mio, di miele, con la mia voglia tanto bagnata da farmi quasi vergognare, ora che mi sono ripresa.
    
    Eppure non voglio smettere, circondata di odori e sapori, in mezzo a loro, miele come quello della crostata con cui mi hanno accolto nella loro casa, nel loro salotto.
    
    Una crostata semplice come la naturalezza con cui mi hanno abbracciata, baciata, sfiorata, toccata, leccata, succhiata e ancora non riesco a riordinare le idee mentre la lingua di lui sta percorrendo lentissima le mie labbra imperlate e i miei gemiti faticano a trattenersi appoggiati alla sua carne nascosta e bagnata.
    
    Sento la pressione, lei è in piedi, gambe piegate per appoggiare la sua voglia sulla mia bocca.
    
    Ho 19 anni, e pensavo fossero solo fantasie.
    
    Quando ho iniziato a chattare con quell’uomo (non riesco a chiamarlo ragazzo) volevo solo prenderlo in giro. Certo, mi intrigava la sua scrittura, ma spesso non le fantasie che raccontava. Eppure un giorno, dopo settimane di silenzio, leggendo un suo messaggio, mi sono ritrovata ...
    ... eccitata, a letto, appena sveglia. Forse era stata la voglia inappagata della sera prima, forse mi aveva catturato e non me ne ero ancora accorta.
    
    Maledettamente gli avevo rivelato la mia fantasia: essere in mezzo a una coppia. Singola, mi ha spiegato, nel linguaggio degli scambisti. Che brutta parola, scambisti, per definire il calore che sento addosso da quando sono entrata in questa casa.
    
    Abbiamo mangiato, bevuto, fumato insieme. Ho scelto di farlo, nessuno mi ha obbligata, ma ha reso più facile lasciarmi andare alle loro mani, alle loro braccia, ai loro baci.
    
    Ad un certo punto sentivo le loro bocche dappertutto, sulle labbra, che ci baciavano e intrecciavano le loro lingue davanti alla mia, sul collo, uno da un lato l’altra dall’altro, sul seno, dio quando mi hanno preso i seni tra quattro mani, accarezzandoli, toccandoli, soppesandoli… calde, le mani, dolci i baci sui miei capezzoli che si indurivano.
    
    Mi hanno spogliata, lentissimi. Li ho lasciati fare, e sto ripensando ora a quei momenti, pochi minuti fa, alla voglia di averli addosso che saliva ancora, in una realtà che avevo immaginato nelle settimane che hanno preceduto il nostro incontro, nelle parole di quell’uomo strano che mi aveva coinvolta.
    
    E ora lì, sotto di lei, riprendo controllo di me stessa e comincio a sfiorarla con le dita, oltre alla mia bocca, comincio a giocare come se il suo corpo fosse il mio mentre sento le dita di lui esplorarmi le labbra, allargarle e stringerle, con una dolcezza ...
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