1. Il suo rito mattutino violato [seconda parte]


    Data: 02/11/2020, Categorie: Etero Autore: GINAeJOHNNY

    ... capelli al suo fondo schiena, stava tirando su il vestito, ecco che passava sulla piega del gluteo, scorreva lento sul bordo delle mutandine, la carezzava in modo focoso e allo stesso tempo decisamente troppo lento, voleva essere posseduta subito e lui la stuzzicava, dalla sua fica ormai usciva talmente liquido che si preoccupò, un sottile rivolo lo sentì scorrere tra le cosce.
    
    Così stretti baciandosi e carezzandosi si sentì spostare fino al tavolo, ogni passo il suo pene sempre più duro contro di lei, ormai lui era senza camicia e voleva leccarlo, sentire il sapore, si scostò dalla bocca e scendendo dal collo, lo leccò sui pettorali, sui capezzoli, ma lui la spinse, anche con forza con la schiena sul tavolo, le tirò giù le spalline del vestitino e le tolse il reggiseno con furia, e le attaccò il capezzolo, ogni succhiata era una vibrazione fino alla fica, iniziò a mugolare, voleva fare più piano ma non ci riusciva, godeva, godeva come non aveva mai fatto con nessuno. Lo avvolse con le gambe, il pene duro adesso strusciava, batteva, puntava e pulsava sul suo clitoride. Lui succhiava, lei muoveva i fianchi dal piacere e dalla voglia, e ogni mossa il pene sempre più forte batteva su di lei, gli sganciò i pantaloni con il poco spazio di manovra che lui le lasciava, come per punirla della sua intraprendenza le prese entrambi i polsi, e glieli fermo sul tavolo, mentre continuava a succhiare prima un capezzolo e poi l'altro, aveva tirato indietro anche il fianco e non riusciva ...
    ... più a strusciarsi, ma lei ne aveva bisogno, lo voleva sentire, cercò di riavvicinarlo con le gambe ma lui resisteva, lei non ne poteva più.
    
    Presa dalla foga di voler sentire quel pene duro contro di lei, non si era accorta che lui le aveva legato i polsi, si allontanò e tenendo una lunga corda legò l'altro capo alla gamba del tavolo opposto.
    
    Non ebbe paura, anzi adesso era talmente vogliosa da voler essere presa da lui in qualunque modo.
    
    Avvicinò due sedie, le tolse le mutande purtroppo senza toccarla, piegò la gamba destra e legò la caviglia alla sedia, le avvicinò l'altra sedia e fece la stessa cosa con la sinistra, ogni movimento una carezza e un fremito dalla testa ai piedi.
    
    La guardò mentre si toglieva i pantaloni, e poi mentre abbassava le mutande il suo bel cazzo largo, lungo, lucido e con una bella cappella che sembrava volesse scoppiare si presentò a lei.
    
    raccolse da terra la cravatta e la imbavagliò.
    
    Mentre l'imbavagliava la punta del pene finalmente la sfiorò e gemette, morse la cravatta legata strettamente e cercò per quanto ci riusciva a muovere i fianchi. Lui la guardò con uno sguardo intenso che se possibile la eccitò ancor di più, prese di nuovo a leccarle il seno, ma lei voleva essere sbattuta ferocemente non si poteva essere più eccitati di così, stava per venire ma si trattenne in qualche modo. Quella lingua svelta e dura stava scendendo, scendeva e avrebbe raggiunto la sua fica bagnata, l'avrebbe leccata e lei non desiderava altro dalla ...