1. La Corsa


    Data: 05/11/2020, Categorie: Etero Autore: Paoletta80

    Ho la sveglia biologica quando devo correre. Per me non è un piacere. È una necessità. Corro perché alla mia età bisogna mantenersi in forma? Mai stata una priorità. Corro per eliminare le tossine del fumo? No. Ma i miei polmoni ringraziano. Allora perché? Semplice. Corro per liberare la mente. L'aurora inizia ad aleggiare. È presto. È umido. È inverno. Ma non m'importa. Infilo le mie scarpe da tennis e vado. Niente telefono. Niente musica. Solo le chiavi di casa. Mi avvio a passo svelto ed in pochi minuti ecco il mare. Inizio a correre. Non c'è quasi nessuno. Solo il rumore dei miei passi e il lieve sciabordio delle onde. La mente inizia ad aprirsi. I problemi e le preoccupazioni si dilatano sino a smembrarsi in minuscole particelle di pensiero passate al setaccio. Tutto appare oggettivo. Elementare. Risolvibile. Tutto. Tranne quel sassolino che non riesco a dissolvere. Quello sei tu. Se non avessi quest'abitudine forse non saremmo diventati amanti io e te. Non ci saremmo incontrati. Non ci saremmo scontrati. Vicini di casa da un po'. Stessa strada. Pieno centro. Ti avevo già visto. Sono una buona osservatrice. Ma tu no. Frettoloso, distratto, indaffarato. Poi quella mattina al rientro dalla corsa, la collisione svoltando l'angolo. Mi hai chiesto scusa, eri sovrappensiero, non mi avevi né vista, né sentita. Già. Nessuno mai mi vede e sente arrivare, sono quieta. Ma lì non mi hai solo vista, mi hai guardata. I nostri occhi si sono trovati e si sono persi. Irrimediabilmente. ...
    ... Mi hai voluta subito ed io ho voluto te. L'aria è gelida. All'orizzonte vedo una nuvola grigia. Si sta alzando la nebbia. Tra poco il riverbero del sole, appena sorto sull'acqua, sarà inghiottito. Mi godo ogni fievole raggio mattutino finché c'è. Intanto corro. Medito. Da quel giorno mi hai guardata sempre, cercato i miei occhi per imprigionarli nei tuoi. Incurante del rischio, mi catturavi anche quando la tua bellissima moglie ti teneva per mano. Ci siamo cercati e trovati per mesi, in ogni via, in ogni folla, in ogni situazione. I tuoi occhi irrequieti, sensuali, desiderosi. Il tuo sguardo tormento. Ma eravamo pronti a rischiare? Tu, noto e stimato, di perdere la tranquillità da bravo borghese ed io, da poco arrivata, di subire di nuovo l'inquisizione della donna immorale? Continuo a correre. Le prime goccioline di nebbia avanzano intorno a me. I passi si fanno ovattati. La visuale meno profonda. Non sento il freddo. Non sento l'umidità. Più corro e più la testa si eleva dal corpo. Entità separate. I passi sempre più leggeri. Il cuore batte come un orologio. La mente continua ad elaborare. Quella corsa, è stata cruciale. Mente libera. Soddisfazione. Serenità. Pochi passi da casa. La scontro fisico evitato per poco, ma l'incontro dello sguardo avvenuto di nuovo. Gli occhi si chiedevano, si esploravano, hai sfodererato il tuo splendido sorriso e di rimando è nato il mio. "Non possiamo andare avanti così..." mi hai sussurrato. "No... ", ho sospirato. Il mio sguardo a terra. Non ...
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