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RAGAZZE IN CALORE
Data: 07/11/2020, Categorie: Etero Autore: MAURIZIORSO
... corpi.........Ho chiuso l' acqua e siamo usciti dalla doccia: ho indossato un largo accapatoio e ho invitato anche lei ad entrarci. Mi ha subito abbracciato e gettato le braccia al collo per baciarmi ancora, mentre le asciugavo la schiena: ho tolto quindi l' accappatoio e mi sono inginocchiato per asciugarle le gambe e i piedini. L' ho ripresa nuovamente in braccio per ricondurla in camera dove l' ho adagiata sul letto: ancora una volta le ho chiesto di stendersi sulla schiena e lei -quasi istintivamente- ha aperto le gambe per permettermi di entrare: è quanto ho fatto e una volta trovata la giusta posizione, le ho piegato le gambe in modo che le ginocchia andassero ad urtare contro i minuscoli seni. Facevano tuttavia da contrasto due aureole abbastanza larghe e perfettamente arrotondate ed i capezzoli, non ancora particolarmente sviluppati, ma turgidi e duri come il marmo al tatto e leggermente all' insù. Michela si è comunque alquanto irrigidita, pensando che fosse giunto il momento -in verità anche da me tanto atteso- ma, a dispetto dell' invitante posizione di ingresso, ho preso un piede ed ho iniziato a leccarle le dita, per poi scendere fino alla pianta e poi al tallone ed altrettanto ho fatto anche con l' altro piedino........Lentamente -molto lentamente- la mia lingua ha deciso di risalire dalle caviglie, l' interno delle cosce, le grandi labbra sempre più palpitanti e desiderose di cazzo......fino ad arrivare alle tette: ne ho leccato e succhiato ...
... avidamente i capezzoli e poi il collo fino ad arrivare alla sua bocca per l' ennesimo bacio, mentre intanto mi distendevo sul suo corpo e lei si è aperta ancora più per permettermi di insinuarmi fra le sue gambe. Ho sentito quindi la cappella urtare contro le labbra della fica, che però non erano granchè umide: Michela infatti, ha avuto un sussulto ed allora mi sono ritratto e prontamente ho intrufolato la lingua nella sua fica.......questa volta senza tanti complimenti, mentre con le dita di entrambe le mani, allargavo via via sempre più le grandi labbra per prepararle alla penetrazione. Ho leccato avidamente spugnando la vagina di saliva e quando la ragazza ha iniziato ad agitarsi e dimenarsi per l' eccitazione, ho capito che era giunto il momento: mi sono quindi fulmineamente inginocchiato ed ho poggiato la cappella sull' imboccatura della fica, premendo leggermente in avanti per creare lo spazio e l' alloggiamento necessario. Lei ha provato nuovamente a ritrarsi, ma questa volta non l' ho assecondata perchè ho continuato a spingere fino a quando la capocchia non è stata inghiottita dalla sua fica: ho letto la preoccupazione sul suo volto e le ho detto quindi di rimanere calma, mentre continuavo a scendere. Un urlo soffocato mi ha fatto capire che ero giunto alla mucosa da lacerare: allora mi sono nuovamente ritratto, ma giusto per darle il tempo e la facoltà di rilassarsi, perchè era chiaramente molto tesa! Mi sono nuovamente disteso sul suo corpo e ...